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Incendi boschivi, dal 8 luglio massima allerta in Piemonte

Non è soltanto un’emergenza che riguarda le montagne. Da mercoledì 8 luglio in tutto il Piemonte entra in vigore lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, una misura che interessa anche la provincia di Cuneo e il Monregalese e che introduce divieti precisi per ridurre il rischio di nuovi roghi. La decisione è stata assunta dalla Regione Piemonte sulla base del bollettino del Centro funzionale di ARPA Piemonte. A pesare sono le temperature elevate, la scarsità di precipitazioni delle ultime settimane e il numero crescente di incendi che stanno impegnando il sistema regionale antincendi boschivi e la Protezione civile. A rendere evidente la situazione è il vasto incendio che da alcuni giorni interessa l’alta Valle Soana, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Le operazioni di spegnimento proseguono con canadair, elicotteri e squadre a terra: il vento e la vegetazione particolarmente secca continuano ad alimentare la riaccensione di alcuni focolai, rendendo complesso il lavoro dei soccorritori. Ma cosa cambia concretamente per cittadini, escursionisti e agricoltori? Durante il periodo di massima pericolosità è vietato bruciare residui vegetali agricoli e forestali. Non è inoltre consentito accendere fuochi entro 100 metri da boschi, aree arbustive e pascoli, né utilizzare apparecchiature che possano produrre fiamme o scintille. Sono vietati anche i fuochi d’artificio, le lanterne volanti e qualsiasi attività che possa provocare accidentalmente un incendio. Le violazioni possono comportare sanzioni amministrative e, nei casi previsti dalla legge, conseguenze di natura penale. La Regione invita inoltre tutti i cittadini a prestare la massima attenzione e a segnalare immediatamente al numero unico di emergenza 112 qualsiasi principio di incendio. Intervenire nelle prime fasi può fare la differenza e limitare la propagazione delle fiamme. Secondo il bollettino di ARPA Piemonte, nelle prossime giornate il livello di pericolo rimane elevato anche nelle macroaree che comprendono il Cuneese, confermando la necessità di mantenere alta l’attenzione fino a quando il ritorno delle precipitazioni e un calo delle temperature consentiranno di ridurre il rischio.