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| Monregalese

Abbattimenti notturni dei cinghiali, i presidenti di ATC e CA chiedono più controlli

Dopo il caso dei colpi di fucile esplosi nella notte a Roburent, i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA) intervengono sul tema del contenimento del cinghiale, esprimendo preoccupazione per le modalità con cui vengono effettuati gli abbattimenti, in particolare quelli autorizzati nelle ore notturne. Pur ribadendo il pieno sostegno alle attività di contenimento della Peste Suina Africana e alla necessità di ridurre la popolazione dei cinghiali, i rappresentanti del mondo venatorio evidenziano una serie di criticità che, a loro giudizio, richiedono interventi immediati. Secondo quanto riportato nel documento, la normativa consente a figure abilitate come tutor, selecontrollori, bioregolatori e coadiutori di operare sia di giorno sia di notte su vaste aree del territorio. Una situazione che, secondo i presidenti di ATC e CA, rischia di creare disparità rispetto ai cacciatori tradizionali, che sono tenuti a seguire specifici percorsi formativi e a versare le quote previste per esercitare l’attività venatoria. Tra le principali preoccupazioni vi è il timore che alcuni operatori, pur non rappresentando la totalità degli autorizzati, possano abbattere anche specie diverse dal cinghiale, come cervi, caprioli, camosci, daini e lepri. Una circostanza che, secondo i firmatari, inciderebbe negativamente sul patrimonio faunistico del territorio. I presidenti avanzano quindi cinque richieste. La prima riguarda una maggiore condivisione delle informazioni: gli ATC e i Comprensori Alpini chiedono di conoscere i nominativi degli operatori autorizzati, le giornate di intervento e i Comuni interessati. Nel documento viene evidenziato che, al momento, tali dati sarebbero disponibili soltanto alla Provincia di Cuneo e che in alcune province piemontesi è già stata attivata un’applicazione dedicata. La seconda richiesta riguarda l’obbligo, anche per gli operatori impegnati nel depopolamento, di essere in regola con le quote di ammissione agli ATC e ai Comprensori Alpini, analogamente ai cacciatori che esercitano l’attività venatoria ordinaria. Il terzo punto riguarda la gestione dei cinghiali abbattuti. Secondo i presidenti, gli animali non dovrebbero essere lasciati agli autori degli abbattimenti. Dopo i controlli sanitari, propongono che la Provincia possa destinare gli eventuali proventi della vendita delle carni al risarcimento dei danni provocati dai cinghiali oppure ad attività benefiche. Grande attenzione viene posta anche sul tema della sicurezza. Nel documento si sottolinea come gli abbattimenti notturni possano svolgersi in aree frequentate da cercatori di tartufi o attraversate da veicoli, chiedendo quindi maggiori garanzie e controlli sulle operazioni autorizzate. Infine, viene richiamato il tema del monitoraggio della fauna. I censimenti effettuati da ATC e Comprensori Alpini, si legge, evidenzierebbero un calo della presenza di diverse specie selvatiche, soprattutto nelle aree facilmente raggiungibili. Per questo motivo viene chiesta l’attivazione di un servizio di vigilanza notturna sul territorio.