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| Amici a 4 zampe

Quando il gatto ama l'acqua

Ogni settimana rispondiamo alle vostre domande sugli animali d’affezione con l’intervento di esperti del settore. Per avere risposta ai vostri dubbi o curiosità scriveteci all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Una lettrice ci scrive che il suo gatto è un amante dell’acqua. Durante un’escursione in montagna, arrivati ad un laghetto e lasciato libero l’animale questo andava continuamente a immergersi con le zampe. La signora, preoccupata che si spingesse troppo in là, andava a riprenderlo. Scrive a chiedere se per la prossima volta che dovesse avere un’occasione simile sia meglio lasciare il gatto a casa per evitare incidenti.

Lo abbiamo chiesto a Tiziana Crivellari Consulente della Relazione Felina SIUA, Mediatore Felino SECUA, Cat Sitter e Cat Designer: «Questa lettrice ci permette di sfatare un grande luogo comune: il suo gatto non è affatto “strano”. È vero che molti mici preferiscono evitare l’acqua, ma ogni gatto ha il proprio carattere, le proprie esperienze e le proprie curiosità. Alcuni amano osservare l’acqua che scorre, giocarci con le zampe oppure esplorare le rive di laghi e ruscelli, alcuni addirittura andare al mare.

A differenza di quanto si pensa, il gatto sa nuotare ed è spesso un nuotatore molto più abile di quanto immaginiamo. Il fatto che molti mici evitino l’acqua non dipende quindi dall’incapacità di nuotare, ma dalla scarsa familiarità con questo elemento, dalla sensazione sgradevole del pelo bagnato o dal timore di perdere il controllo della situazione.

Dal racconto della signora si evince che il gatto si sia avvicinato spontaneamente e che abbia scelto più volte di tornare verso l’acqua. Questo fa pensare a un comportamento esplorativo pienamente consapevole e volontario che non lascia il campo a paura o disagio.

La preoccupazione in una situazione simile è comunque dovuta e comprensibile. In un ambiente naturale come un laghetto bisogna considerare la temperatura e la profondità dell’acqua, la presenza di correnti, la stabilità della riva e il rischio che il gatto si allontani o scivoli. Per questo la soluzione migliore è utilizzare una pettorina ben regolata e un guinzaglio, dopo averlo abituato gradualmente a indossarli in casa.

È anche possibile aiutare il gatto a familiarizzare con l’acqua attraverso piccoli giochi divertenti e sempre volontari. Si può partire da una bacinella molto bassa, inserendo palline galleggianti, tappi o giochini da colpire con la zampa, oppure lasciandolo esplorare un sottile filo d’acqua. L’obiettivo non è convincerlo a fare il bagno, ma permettergli di conoscere questo elemento in un contesto sicuro e piacevole.

Non bisogna mai costringerlo, immergerlo o spruzzarlo: deve essere sempre il gatto a decidere se avvicinarsi, bagnarsi le zampe oppure allontanarsi.

Se è abituato alle escursioni, vive serenamente il trasporto e mostra curiosità verso gli ambienti nuovi, non è necessario lasciarlo a casa. Potrete continuare a condividere queste esperienze, rispettando i suoi tempi e adottando qualche precauzione in più.

In definitiva no, la signora non è stata eccessiva: è stata semplicemente prudente. La prossima volta potrà concedergli un po’ più di libertà, trasformando la sua curiosità per l’acqua in un’esperienza divertente, controllata e sicura.»