Prea c’è e si vede: ultimata la scritta monumentale

“Scommetto che una scritta imponente così non ce l’ha neppure una grande città”. Le lettere che compongono la parola “Prea” sono alte 90 centimetri e sono posizionate in bella evidenza proprio all’inizio dell’abitato del paese famoso per la lingua e le tradizioni del kyé. Il presidente dell’associazione “Nusech dř kyé”, Beppe Basso, ammira soddisfatto il lavoro ultimato mercoledì scorso, grazie all’impegno dei soci volontari Battista Basso, Serafino Basso e Giampiero Rastello. E’ orgoglioso del risultato finale che inquadra l’opera in modo armonioso nel contesto paesaggistico montano. Spiega: «Tutto è stato rigorosamente realizzato in pietra, proprio come indica il nome del nostro paese. Le quattro lettere che compongono la parola “Prea” sono state realizzate dalla ditta Garelli di Carrù, il basamento è composto da grossi massi ricavati dalle nostre montagne, mentre le rocce sullo sfondo rappresentano il Pigna, la Gardiola, il Cars e la Tura che fanno da corona a Prea».
Ancora Basso: «Sinceramente debbo dire che il risultato finale supera di gran lunga le nostre aspettative. Le dimensioni e soprattutto il gusto estetico che caratterizzano l’insieme danno una connotazione addirittura monumentale all’opera».
Possiamo dire che Prea è una borgata dove i turisti hanno un sacco di cose da scoprire e da ammirare? «Penso proprio di sì – prosegue Beppe Basso -. A cominciare dalla scritta in pietra posizionata fra la grande panchina rossa e il pilone votivo ricavato da un enorme tronco d’albero, per proseguire con il sentiero degli gnomi, dipinto da Fabry ‘l Pitur, ed ancora con le sculture in pietra e i murales realizzati sempre da Fabrizio Rosso sulle facciate delle abitazioni, senza dimenticare il Presepe Vivente che ogni anno richiama migliaia di visitatori». Prossimo impegno? Basso: «Sarà ancora collegato alla scritta “Prea” appena ultimata. Su suggerimento di un socio della nostra associazione, andremo ad aggiungere la parola “kyé”, realizzata in acciaio Corten resistente alla corrosione. In sostanza “Prea” e “kyé” abbinati in maniera inscindibile, proprio come la cultura e la lingua occitana che caratterizzano l’alta valle Ellero e rappresentano il collante che valorizza un territorio davvero unico dal punto di vista del paesaggio, della lingua e delle tradizioni».










