Biolè: «Tassare i super ricchi per finanziare il welfare»

Da Clavesana riceviamo e pubblichiamo una lettera di Fabrizio Biolè, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco di Gaiola, dedicata al tema della redistribuzione fiscale. Biolè richiama due proposte di legge sulla tassazione dei grandi patrimoni e chiede ai rappresentanti politici del Piemonte e ai parlamentari eletti nel Cuneese di esprimersi pubblicamente sul tema.
Pubblichiamo integralmente la lettera:
"In un momento storico in cui i bilanci pubblici, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale nel nostro Piemonte, soffrono di croniche difficoltà e impongono continui tagli ai servizi essenziali - in primis sanità e istruzione - credo sia doveroso portare all’attenzione anche dei lettori di questa testata l’esistenza di due concrete proposte di legge che affrontano il tema della redistribuzione fiscale, un dibattito spesso considerato tabù ma che secondo me poggia su basi di estrema razionalità logica ed economica.
La prima è la proposta di legge di iniziativa popolare denominata “1% Equo”. È un’iniziativa sostenuta da una rete di forze della sinistra sociale e ambientalista, tra cui Possibile, che ha già ampiamente superato le 68.000 firme - andando ben oltre il quorum richiesto di 50.000 - e che rimarrà aperta alla sottoscrizione pubblica fino al 15 novembre 2026. Qualsiasi cittadino può firmarla in pochi secondi in modo del tutto ufficiale e gratuito, accedendo tramite Spid o Cie alla piattaforma online del Ministero della Giustizia. Questa proposta prevede un’imposta progressiva dello stimato 1% solo per i patrimoni netti che superano i 2 milioni di euro, escludendo la prima casa.
La seconda è una proposta di legge parlamentare appena depositata alla Camera da Alleanza Verdi Sinistra (Avs), che inizierà a breve il suo iter di calendarizzazione. Questa misura alza ulteriormente la soglia, esentando chiunque possieda meno di 5 milioni di euro e concentrandosi sullo 0,1% della popolazione più abbiente, introducendo persino una tassazione sui trasferimenti di capitale all’estero per evitare l’elusione. A ben guardare i numeri, emerge chiaramente come si tratti di provvedimenti dall’impatto individuale minimo per chi ne sarebbe colpito, ma dalla portata enorme per la collettività. Parliamo di percentuali di prelievo infinitesimali rispetto alle enormi fortune accumulate dalle fasce più ricche: un cittadino con un patrimonio netto di 3 milioni di euro pagherebbe, con la proposta popolare, circa 10.000 euro all’anno. Una cifra irrisoria per quella disponibilità economica, ma che moltiplicata su scala nazionale garantirebbe un gettito stimato tra i 15 e i 65 miliardi di euro all’anno a seconda del testo approvato. Non si tratta di “espropriare” nessuno, bensì di applicare il principio costituzionale della progressività fiscale per finanziare il welfare.
Di fronte alla crisi dei pronto soccorso piemontesi e alle carenze strutturali delle nostre scuole e dei trasporti locali, anche nella nostra provincia di Cuneo, queste risorse farebbero una differenza vitale. Per questa ragione, sarebbe estremamente interessante e trasparente che i rappresentanti politici regionali del Piemonte e i parlamentari eletti nel territorio della Granda si esprimessero pubblicamente su queste due proposte. Davanti a una logica così lineare e a una tale sostenibilità economica, i cittadini hanno il diritto di sapere chi sostiene una redistribuzione equa e chi preferisce continuare a far gravare il peso dei bilanci pubblici esclusivamente sulla classe media e sui lavoratori dipendenti".
Fabrizio Biolè










