Mondovì Sub, inaugurato il nuovo locale per la ricarica delle bombole

Un nuovo locale dedicato alla ricarica delle bombole, attrezzature specifiche e un compressore che permette di gestire una delle operazioni fondamentali prima di ogni immersione. Mondovì Sub lo ha inaugurato questa mattina, sabato 19 settembre, aggiungendo un nuovo tassello alla propria attività proprio nell’anno del quarantennale. A spiegare cosa succede dietro quelle bombole è il presidente: «Il compressore è dedicato esclusivamente alla subacquea. L’aria viene prelevata dall’esterno, passa attraverso filtri particolari e viene poi compressa nelle bombole». Una procedura sulla quale non si scherza: «Siamo molto meticolosi, perché ne va della nostra sicurezza. Sott’acqua entriamo in un ambiente che non è il nostro». Il locale dispone inoltre delle attrezzature necessarie per le miscele utilizzate nelle immersioni tecniche, affidate a personale qualificato e costantemente aggiornato. Alla cerimonia è intervenuto il sindaco Luca Robaldo, che ha rivendicato soprattutto un metodo: «Essere presenti, dare seguito alle richieste e cercare di aiutare le associazioni». Anche quando bisogna fare i conti con una velocità diversa: «A volte le cose non avvengono nei tempi umani, ma in quelli burocratici». L’assessore Alessandro Terreno quell’intervento, invece, racconta di averlo «preso a cuore» fin dai primi mesi: «Ho percepito l’importanza dell’associazione e il problema reale che aveva. Oggi possiamo dire di aver fatto un passo avanti». Con un’attenzione anche all’inclusione e al corso rivolto alle persone con disabilità: «Lo sport è per tutti». Poi, dalle bombole alle emozioni. Marco e Corinne sono alla loro prima esperienza con Mondovì Sub: «Siamo partiti entusiasti, senza sapere cosa ci aspettasse». Un anno per scoprire tecnica e sicurezza, ma anche per imparare a gestire qualche timore. Il verdetto, una volta riemersi? «Lo consigliamo assolutamente». E dopo quarant’anni, forse, il modo migliore per continuare è proprio convincere qualcun altro a mettere la testa sott’acqua.















