Raffaele Costa, l’ultimo saluto di Mondovì con gli onori dello Stato

Non sarà soltanto l’ultimo saluto della sua Mondovì a Raffaele Costa. Sarà un addio accompagnato dagli onori della Repubblica. Lunedì 14 settembre, alle 15, nella Cattedrale di San Donato a Mondovì Piazza, si terranno le esequie di Stato dell’ex ministro, morto venerdì 11 settembre all’età di 90 anni. Una decisione che dà alla cerimonia monregalese un significato che va oltre il territorio e la lunga appartenenza di Costa alla vita pubblica della Granda. Le esequie di Stato sono infatti una forma solenne di omaggio prevista dall’ordinamento italiano per le più alte cariche istituzionali e, su deliberazione del Consiglio dei ministri, per personalità alle quali la Repubblica intenda tributare un particolare riconoscimento. Non significa semplicemente che al funerale saranno presenti ministri, parlamentari o altre autorità. Il cerimoniale della Presidenza del Consiglio stabilisce precisi onori. Il feretro è contornato da sei carabinieri in alta uniforme oppure da appartenenti allo stesso Corpo dello scomparso; vengono resi gli onori militari all’ingresso e all’uscita dal luogo della cerimonia, interviene un rappresentante del Governo ed è prevista un’orazione commemorativa ufficiale. La legge prevede le esequie di Stato per alcune delle massime cariche della Repubblica e per i ministri deceduti durante l’incarico. Ma il Consiglio dei ministri può disporle anche per personalità che abbiano reso particolari servizi al Paese o che abbiano dato particolare lustro alla Nazione. È questo un aspetto significativo nel caso di Costa. Non ricopriva da molti anni incarichi di governo: le esequie di Stato costituiscono quindi un riconoscimento alla sua lunga storia politica e istituzionale.
Da Mondovì ai ministeri
Nato a Mondovì l’8 settembre 1936, Costa aveva compiuto 90 anni appena tre giorni prima della morte. Avvocato, giornalista e politico liberale, entrò alla Camera dei deputati nel 1976. Nel corso di una lunghissima attività parlamentare e governativa ricoprì incarichi da sottosegretario e da ministro nei governi Amato, Ciampi e Berlusconi I e fu l’ultimo segretario nazionale del Partito Liberale Italiano. Il suo nome rimase però strettamente legato anche alla provincia di Cuneo. Dopo la lunga esperienza nazionale, dal 2004 al 2009 fu presidente della Provincia di Cuneo. Nel 2010 venne eletto in Consiglio regionale del Piemonte, incarico dal quale si dimise successivamente per ragioni di salute. Negli ultimi anni si era ormai ritirato dalla vita politica ed era ospite della casa di riposo Sacra Famiglia di Mondovì.
Prima dei funerali, il rosario in Duomo
Il primo momento pubblico di raccoglimento è previsto sabato 12 settembre alle 19 nella Cattedrale di San Donato, dove sarà recitato il rosario. Poi, lunedì pomeriggio, il Duomo di Piazza diventerà il luogo dell’ultimo saluto all’ex ministro, con il cerimoniale previsto per le esequie di Stato. Per Mondovì sarà dunque una giornata particolare anche sotto il profilo istituzionale: nella città nella quale Costa era nato e alla quale era rimasto legato arriverà il tributo ufficiale dello Stato.
I precedenti nella Granda
Le esequie di Stato sono eventi poco comuni e proprio per questo la cerimonia di lunedì assume un rilievo particolare per il territorio. Un precedente certo in provincia di Cuneo risale al 29 settembre 2006, quando nel Duomo del capoluogo furono celebrati i funerali di Stato del caporal maggiore Giorgio Langella, militare ucciso nell’attentato di Kabul. Alla cerimonia parteciparono anche i presidenti della Camera e del Senato. Un altro nome importante della politica cuneese al quale furono tributate esequie solenni è quello di Adolfo Sarti, morto nel 1992. In quel caso, però, la cerimonia si svolse a Roma, nella Chiesa del Gesù, alla presenza del presidente della Repubblica Francesco Cossiga e delle massime cariche istituzionali. Per questo l’appuntamento di lunedì a San Donato rappresenta un momento non ordinario nella storia recente di Mondovì: la città saluterà uno dei suoi esponenti politici più conosciuti del secondo Novecento mentre la Repubblica gli renderà gli onori riservati alle esequie di Stato.










