Ospedale di Mondovì: NurSind denuncia turni pesanti, l’Asl replica «Situazione congiunturale»

Due letture differenti della situazione del personale infermieristico al Pronto Soccorso e in Rianimazione dell’ospedale di Mondovì. Da una parte il NurSind Cuneo, che denuncia condizioni di lavoro particolarmente gravose e chiede un rafforzamento degli organici; dall’altra l’ASL CN1, che riconosce le difficoltà emerse nelle ultime settimane ma le riconduce a una concomitanza di assenze e le definisce «congiunturali e non strutturali». A sollevare pubblicamente il caso è stato il segretario provinciale del NurSind Cuneo, Davide Canetti. Nell’intervento diffuso il 19 settembre, il sindacato descrive una situazione critica nei settori dell’emergenza e dell’area critica, sostenendo che il funzionamento dei servizi dipenderebbe in misura crescente dalla disponibilità degli infermieri a sostenere turni prolungati e rientri. Nel dettaglio, il NurSind riferisce di turni di 12 ore, variazioni della programmazione, rientri per coprire le scoperture e ricorso alla reperibilità, comprese chiamate notturne. È la rappresentazione fornita dal sindacato, che collega l’accumulo di stanchezza anche al tema della sicurezza dell’assistenza e considera la carenza di personale non più una difficoltà temporanea, ma un problema strutturale. Da qui la richiesta rivolta all’Azienda sanitaria e alle istituzioni regionali: intervenire sugli organici attraverso nuove assunzioni, evitando che siano la disponibilità individuale e i rientri degli operatori a garantire la copertura dei servizi.
L’ASL CN1 fornisce però una ricostruzione diversa. Nella risposta al NurSind, l’Azienda precisa innanzitutto di essere consapevole «della complessità che caratterizza i servizi dell’emergenza-urgenza e dell’area critica e l’impegno richiesto quotidianamente ai professionisti che vi operano». Sottolinea inoltre di avere avviato negli anni un potenziamento delle dotazioni infermieristiche dei Pronto Soccorso operativi sulle 24 ore. Secondo l’Azienda, a determinare le difficoltà delle ultime settimane a Mondovì sarebbe stata una particolare concentrazione di assenze. A quelle già conosciute, per le quali erano state individuate misure organizzative, se ne sarebbero aggiunte in breve tempo altre non programmate, «legate in particolare ad assenze per gravidanza e malattia». Per questo l’ASL parla di una situazione «congiunturale e non strutturale», che avrebbe avuto un impatto significativo proprio per l’elevata specializzazione di Pronto Soccorso e Rianimazione. L’Azienda interviene anche su uno dei punti centrali sollevati dal sindacato, quello dei turni di 12 ore. Precisa che questa turnazione al Pronto Soccorso di Mondovì non sarebbe stata introdotta per sopperire a carenze di personale e che lo stesso modello viene utilizzato negli altri Pronto Soccorso dell’ASL CN1 attivi sulle 24 ore. Secondo l’Azienda, la sostenibilità va valutata considerando l’intero ciclo di lavoro e di riposo e nel rispetto delle disposizioni normative e contrattuali. Differenti anche le valutazioni sulla pronta disponibilità. Mentre il NurSind ne denuncia un utilizzo che inciderebbe pesantemente sui tempi di recupero degli infermieri, l’ASL ricorda che si tratta di un istituto previsto contrattualmente per rispondere a esigenze assistenziali non programmabili. L’Azienda aggiunge che il suo utilizzo viene monitorato per verificarne nel tempo frequenza e sostenibilità. L’ASL precisa comunque che questa ricostruzione non intende sottovalutare «la fatica dei professionisti chiamati ad affrontare» le difficoltà. Per l’Azienda occorre però distinguere tra una fase eccezionale provocata dalle assenze sopravvenute e gli strumenti organizzativi ordinariamente utilizzati nell’emergenza-urgenza. Nella replica c’è infine un passaggio direttamente rivolto al confronto sindacale. L’ASL sostiene che durante l’incontro del 16 settembre, al quale era presente anche il segretario territoriale del sindacato, non sarebbero stati presentati rilievi relativi alle due strutture di Mondovì. Nella stessa occasione, riferisce ancora l’Azienda, sarebbe stata illustrata «la prospettiva assuntiva, anche in riferimento al reclutamento del personale infermieristico».










