Addio a Pellegrino, il fotografo che raccontò il Cuneese che cambiava

Nei suoi scatti è rimasta la memoria di una montagna fatta di lavoro, vita rurale, feste, paesi e persone, osservata mentre lentamente cambiava volto. Michele Pellegrino, fotografo di Chiusa Pesio che per quasi sessant’anni ha documentato il Cuneese e le sue vallate, è morto lasciando un vasto patrimonio di immagini legato alla storia sociale del territorio. Nato a Chiusa Pesio il 1° febbraio 1 934, Pellegrino si era avvicinato alla fotografia a 33 anni, quasi per caso. Autodidatta, nel 1969 aveva realizzato le prime mostre e nel 1972 pubblicato il primo libro. Da quel momento la macchina fotografica sarebbe diventata lo strumento con cui osservare e raccontare una provincia attraversata da profondi cambiamenti.«Ciò che Michele Pellegrino ha rappresentato da un punto di vista della narrazione sociologica e antropologica è quasi assimilabile a ciò che fece Nuto Revelli negli scritti sulle vallate e le campagne del Cuneese», commentano dall’associazione culturale Gli Spigolatori, che ha curato l’allestimento permanente presso il Parco del Marguareis di Chiusa Pesio. «I suoi scatti raccontano una montagna che non c’è più, fatta di vita rurale, ritmi scanditi dalle feste laiche e religiose, ma soprattutto colpita, da ultimo, dallo spopolamento e dalla massificazione. Michele Pellegrino ci mancherà per la sua capacità di cogliere i cambiamenti, le sfumature, di raccontare storie, in primis la sua: una vita straordinaria dietro la macchina fotografica». Pellegrino aveva continuato a fotografare anche dopo la pensione e aveva affrontato il passaggio dalla pellicola al digitale senza interrompere la propria attività. Nel 2024 la sua produzione era stata ripercorsa a Torino nella mostra “Michele Pellegrino. 1967-2023”, promossa da Fondazione CRC e CAMERA. Della fotografia parlava anzitutto come di uno strumento per narrare: «La fotografia è un linguaggio, quindi raccontare storie. Io ho raccontato parecchie storie e mi sono divertito. Lo facevo con passione». Cordoglio anche a Mondovì, città con la quale Pellegrino aveva costruito negli anni un legame attraverso il suo lavoro e diverse esposizioni. «L’Amministrazione comunale di Mondovì partecipa con profonda commozione alla dipartita di Michele Pellegrino, ineguagliabile narratore fotografico del nostro territorio e della sua evoluzione socioeconomica, esprimendo la più sincera vicinanza ai suoi famigliari e ai suoi cari anche a nome dell’intera cittadinanza monregalese. In tal senso, si ricordano con grande piacere le apprezzate esposizioni personali “Impressioni” del settembre 2017 presso “La Meridiana Tempo” e, soprattutto, l’ultima grande mostra tematica “Mondovì e dintorni” promossa dal Centro Studi Monregalesi a maggio del 2019 presso l’Antico Palazzo di Città». Pellegrino lascia la moglie Rita, la figlia Cristina con Roberto e i nipoti Federico, Michela e Giorgia. I funerali saranno celebrati giovedì 10 settembre alle 15 nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino, a Chiusa Pesio. Al termine la salma sarà accompagnata al Tempio Crematorio di Magliano Alpi. Il Rosario sarà recitato mercoledì 9 settembre alle 20 nella stessa chiesa.










