118 Valle Tanaro: Riboldi «L’obiettivo è concentrare le risorse dove servono davvero»
Il clima in Valle Tanaro è teso. Dopo la perdita del medico nelle ore notturne, la notizia che a partire dal 1° maggio il presidio 118 di Garessio è senza la figura medica anche nei fine settimana e nei festivi ha innescato una dura reazione istituzionale. I sindaci della zona, guidati da Laura Canavese, primo cittadino di Priola, denunciano una scelta "calata dall'alto" che ignorerebbe le criticità geografiche e la fragilità di una popolazione anziana in Comuni che distano oltre 60 km dall'ospedale più vicino, a Ceva.
Abbiamo contattato l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi: “La preoccupazione dei sindaci della Valle Tanaro è comprensibile e merita rispetto. Parliamo di territori fragili, con popolazione anziana e distanze importanti dagli ospedali: qui la sanità non è solo un servizio, ma una garanzia di sicurezza per i cittadini”.
Riboldi aggiunge: “Voglio essere chiaro: non c’è alcuno smantellamento del 118. C’è invece la necessità di adattare il sistema ad una realtà profondamente cambiata, segnata da una grave carenza di medici che riguarda tutto il Paese. Il modello che si sta costruendo punta a garantire interventi più rapidi ed efficaci nei casi più gravi, rafforzando l’elisoccorso e valorizzando le competenze degli infermieri sul territorio. L’obiettivo è concentrare le risorse dove servono davvero, senza lasciare scoperti i territori”.
Sulle preoccupazioni espresse dal territorio, l’assessore afferma: “Detto questo, è evidente che ogni scelta deve essere condivisa. Non accettiamo che i territori si sentano esclusi: per questo attiveremo un confronto immediato con i sindaci della Valle Tanaro. Monitoreremo con attenzione tempi di intervento e qualità del servizio, pronti a intervenire con correttivi se necessario. La sfida è garantire a tutti i cittadini, anche nelle aree più periferiche, un sistema di emergenza-urgenza moderno, efficiente e sicuro. Su questo non faremo passi indietro”.









