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| Meteo e tradizioni

Finiti i tranelli di maggio, l'estate

Quante paure nel giardino o nell'orto (appena abbozzato) in questa ultima settimana, tra l'Ascensione e la prossima domenica di Pentecoste. Erano queste le date topiche della riuscita della primavera contadina, giorni in cui si temeva l'arrivo di quell'ultimo insulto alla nuova stagione e alle prime raccolte che un inverno sempre di malanimo e mai del tutto domato poteva, in un ultimo sberleffo maligno, mandare a rotoli. E infatti, e infatti. Subito dopo l'Ascensione, ecco l'ennesimo assalto da Ovest e poi da Nord di un Atlantico umido e poi freddo che ha riportato la neve a 1300/1400 metri, subito disciolta dal pronto richiamo anticiclonico che ha rasserenato il sabato e parte della domenica. Ad inizio settimana un altro sbuffo perturbato ha confermato il pericolo del periodo per le colture, con quei tre o quattro gradi raggiunti nelle minime che hanno mortificato qua e là i germogli. Chicchi di grandine minuti ma gelidi e qualche brina valliva non hanno però impensierito, e l'attesa è ora che la tradizione faccia la sua parte e garantisca, con la fine della primavera, l'inizio dell'estate. La cultura popolare non aspettava infatti il solstizio di giugno per parlare di estate. Il 25 maggio, sant'Urbano, era un quasi decisivo giorno di svolta: “Passà sant'Urbàn il vìn a gela pì e gnanca 'l pàn”. Al contrario, una gelata in quella nottata avrebbe annientato frutta, pane e vino: “Urbinèt a l'è 'l p' gram a scassé 'l rôbinèt”. Il “rubinetto” del vino promesso, rotto dai geli tardivi di fine maggio. Oggi arriva, in rinforzo delle speranze della terra, l'aiuto decisivo di un ritorno anticiclonico. Arriva da Sud-Ovest, dall'Africa del Marocco attraverso le coste iberiche e la Francia. Le temperature mostreranno i primi veri rialzi estivi ed è ormai l'alta pressione africana a impadronirsi del nostro angolo subalpino, il primo a ricevere queste folate calde da Sud-Ovest. Dai 23/24 gradi di massima odierni saliremo ai 25° di domani, ai 27° di domenica, per toccare poi i 28° di martedì con sole prevalente e qualche nuvola erratica, specie sulle Alpi. Sarà così evitato il pericoloso tranello di sant'Urbano: anziché gelate, saranno tra i 15 e i 17 i gradi di minima tra domenica e lunedì 25. Contrariamente a quanto temuto dalla tradizione, il tempo di san Gerardo del 29 maggio per la frutta, l'uva e le colture non sarà “un azzardo”, perché farà caldo e bello. E se il “bello” non si può e deve mai criticare, lo stesso non vale per il “troppo”. Quello del caldo.

 

 


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