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San Michele Mondovì: la Compagnia Athena presenta la nuova stagione

PROVINCIA GRANDA - Una delle iniziative di quest'anno a San Michele

Dieci serate, quattro produzioni inedite, un concorso, laboratori per i più giovani e un progetto che nel 2027 porterà gli attori tra i filari delle Langhe: la Compagnia Teatrale amatoriale ATHENA, presieduta da Elisabetta Nuzzo, presenta una stagione che al Teatro Comunale di San Michele Mondovì “Piter Pecchenino” non lascia respiro, passando dalla risata più semplice al racconto più scomodo. Il cuore pulsante resta “Sipario Aperto”, la rassegna che da tre edizioni apre le porte del teatro a compagnie e linguaggi diversi: si va dalla schiettezza calda del teatro in Piemontese, fino al teatro in lingua nelle sue mille sfumature, commedia, dramma, teatro civile.

Accanto alla rassegna, nasce “Civetta d’Argento”, il nuovo concorso - alla sua prima edizione e intitolato a Piter Pecchenino - dedicato alle commedie comiche e brillanti in lingua: un palcoscenico pensato per dare voce e visibilità alle compagnie amatoriali che ogni sera, in ogni angolo del Piemonte, tengono viva la tradizione del teatro fatto con passione prima ancora che con mestiere.

E poi ci sono loro, i più piccoli: Athena rinnova il proprio impegno con corsi teatrali dedicati a bambini e ragazzi, laboratori pensati non solo per formare futuri attori, ma per regalare a chi cresce uno strumento prezioso - la capacità di mettersi nei panni di un altro, di dare voce alle proprie emozioni, di stare su un palco e, prima ancora, di stare al mondo. La stagione che si apre porta la firma di quattro nuove produzioni, diverse per tono e per cuore ma unite da un’unica urgenza: raccontare.

Si ride, e si ride di gusto, con un nuovo spettacolo di Govi, capostipite di una comicità popolare che non passa mai di moda, e con una nuova commedia comica tutta da ridere e top secret al momento, pensata per restituire al pubblico quella leggerezza sincera che solo il teatro amatoriale sa regalare senza filtri.

Ma Athena non si ferma alla risata. Con “Punto e a Capo”, un monologo dedicato a Paolo Borsellino e ai suoi ultimi 57 giorni, la compagnia sceglie di guardare dritto negli occhi la storia, restituendo con un linguaggio scenico intimo e mai retorico il tempo sospeso di un uomo che sapeva e che scelse comunque di restare.

E c’è, infine, il monologo che forse più di ogni altro chiede al pubblico di fermarsi e ascoltare: “Quelle che restano”, il racconto della vita delle donne vedove di mafia, in particolare di Rosaria Costa, vedova di Vito Schifani, agente della scorta di Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci. Non un ritratto di dolore fine a se stesso, ma la storia di chi, dopo la strage, ha scelto di non arrendersi al silenzio.

«Il teatro amatoriale - spiega la presidente Elisabetta Nuzzo - non è un teatro minore. È forse il più vero di tutti, perché nasce dal bisogno di raccontare, non dal dovere di farlo. Quest’anno abbiamo scelto di tenere insieme il sorriso e la memoria, il dialetto e la storia, i bambini che muovono i primi passi su un palco e le donne che con la loro voce hanno cambiato la storia di questo Paese».

Infine, è già in cantiere “Teatro in Vigna”, una nuova rassegna diffusa che, nella primavera 2027, porterà il teatro fuori dalle mura, tra i filari di Barolo e delle Langhe. Non un unico spettacolo, ma un progetto corale: spettacoli diversi, in scenari ogni volta sorprendenti, per lasciarsi conquistare non solo dal teatro, ma anche dalla magia dei luoghi che lo accolgono.