Discariche: anche chiuse producono spese che durano per molti decenni

La scorsa settimana, su queste colonne, abbiamo dato notizia dell’affidamento del servizio di smaltimento del percolato (il liquido che si forma quando l’acqua piovana si infiltra nella massa dei rifiuti, ndr) delle discariche di Lesegno e Vicoforte alla ditta Edilservice di Vicoforte. Abbiamo incontrato il direttore tecnico del Consorzio Acem, Fabio Lucchese, per capire meglio in cosa consiste la post-gestione dei due impianti. Quello vicese, in località Otteria, è di dimensioni modeste ed è stato chiuso a metà degli Anni ’90. Più grande, invece, quello di Lesegno, chiuso ad inizio Anni 2000. In entrambi sono stati stoccati rifiuti urbani, non speciali.
Per quanto tempo ancora Acem dovrà sopportare i costi dei due impianti?
«Purtroppo le spese, anche se le discariche sono chiuse e siamo in post-gestione da diversi decenni, ci sono, sono ingenti e dureranno per molti decenni ancora. Lo smaltimento del percolato, in particolare, è un costo che dovremo sostenere fino a quando i suoi risultati analitici non presenteranno più caratteristiche di pericolosità per l’ambiente e saranno compatibili con l’immissione in acque superficiali. In genere ci vogliono decine di anni, 50-60 o anche più: al momento questa ipotesi è ancora lontana».
Quali quantità di percolato fuoriescono dalle due discariche?
«I quantitativi riscontrati nell’anno 2025 sono stati di 7.092 tonnellate, mentre al 30 luglio di quest’anno il quantitativo conferito è di 3.100 tonnellate, con una previsione per fine 2026 di circa 6.200 tonnellate, in diminuzione dunque rispetto all’anno precedente». [...]











