«Mesi di lavoro distrutti in pochi minuti», la grandine ferisce la Langa

La Langa monregalese si lecca le ferite dopo il violento nubifragio che nel pomeriggio di martedì ha colpito il territorio con pioggia torrenziale, forti raffiche di vento e grandine. Serviranno ancora giorni per quantificare con precisione l’entità dei danni, ma una cosa appare già chiara: per molte aziende agricole il bilancio rischia di essere pesantissimo. Le immagini diffuse nelle ultime ore raccontano meglio di qualsiasi parola la forza dell’evento. A Farigliano i mezzi sono entrati in azione per liberare le strade dalla grandine accumulata dopo il temporale. Tra Dogliani e Farigliano diversi automobilisti sono stati costretti a fermarsi a causa del vento e della scarsa visibilità provocata da acqua, ghiaccio e foglie triturate. A Piozzo, invece, le foglie strappate dagli alberi hanno completamente ricoperto l’area davanti al bar in piazza. I chicchi di grandine, a Clavesana di notevoli dimensioni, hanno colpito vigneti, noccioleti e coltivazioni, provocando danni che in molti casi appaiono già evidenti.

Sui social si moltiplicano le testimonianze degli agricoltori. Una viticoltrice di Belvedere Langhe ha affidato il proprio sconforto a poche parole: «Mesi di lavoro e in 5 minuti o poco più…». Dall’Azienda Agricola Gillardi di Farigliano arriva invece un messaggio di resilienza: «Oggi non l’abbiamo scampata. Si preannuncia un’annata difficile, ma le difficoltà, in vigna così come nella vita, si superano insieme». Nella zona dello Sbaranzo c’è chi invita a «incoraggiarsi a vicenda e non mollare mai», mentre da Murazzano i titolari di Cascina Masueria sintetizzano il sentimento di molti colleghi: «Vedere il proprio raccolto distrutto così fa davvero male». Anche l’Azienda Gat Dus di Farigliano ha raccontato le conseguenze della grandinata sulle proprie coltivazioni: «La grandinata di ieri ha causato danni importanti alle nostre nocciole, così come a molte altre aziende agricole del territorio. Non è facile vedere mesi di lavoro messi a dura prova, ma non possiamo fermarci. Ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti, come abbiamo sempre fatto».

Parole che fotografano bene lo stato d’animo di una parte importante del mondo agricolo locale, chiamato ancora una volta a fare i conti con eventi atmosferici sempre più intensi e improvvisi. La conta definitiva dei danni è appena iniziata, ma per una parte significativa dell’agricoltura langarola il prezzo del temporale si annuncia già molto elevato. Accanto ai danni alle vigne, infatti, preoccupano anche quelli registrati nei noccioleti e nelle altre colture del territorio. Saranno le prossime settimane a chiarire l’effettiva portata delle perdite, ma in molte aziende il raccolto del 2026 rischia già di essere stato compromesso.








