La terra del cappone rende omaggio al suo ambasciatore

La comunità di Morozzo si unisce al cordoglio internazionale per la scomparsa di Carlo “Carlin” Petrini, fondatore di Slow Food, morto il 21 maggio 2026 nella sua casa di Bra all’età di 76 anni dopo una lunga malattia. Nella giornata di oggi, 24 maggio 2026, si stanno svolgendo a Pollenzo le commemorazioni pubbliche e l’ultimo saluto a una delle figure più importanti della cultura gastronomica italiana contemporanea. La camera ardente è stata allestita presso l’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche voluta proprio da Petrini, mentre il Comune di Bra ha proclamato il lutto cittadino.
Per Morozzo, però, la perdita assume un significato ancora più profondo e personale. Carlin Petrini non è stato soltanto il fondatore di Slow Food e il promotore del principio del cibo “buono, pulito e giusto”: è stato l’uomo che ha creduto nel Cappone di Morozzo quando questa tradizione rischiava di scomparire. Come ricordato dalla comunità morozzese e dal Consorzio di tutela, alla fine degli anni Novanta l’allevamento del cappone sopravviveva grazie all’impegno di pochi allevatori locali. Petrini intuì immediatamente il valore culturale e identitario di questa produzione storica e incoraggiò gli allevatori a rilanciare la filiera, sostenendo concretamente la nascita del Consorzio di Tutela e Valorizzazione del Cappone di Morozzo. Fu proprio grazie alla sua visione che il Cappone di Morozzo diventò il primo Presidio Slow Food d’Italia, trasformandosi negli anni in un simbolo nazionale di biodiversità, agricoltura sostenibile e tutela delle tradizioni rurali piemontesi. In queste ore anche il sindaco di Morozzo ha voluto ricordare pubblicamente il ruolo decisivo di Petrini per il territorio, sottolineando come abbia “rilanciato il Cappone di Morozzo, che rischiava di scomparire”. La morte di Petrini ha suscitato messaggi di cordoglio da tutto il mondo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ha ricordato l’impegno per la sostenibilità e la valorizzazione delle tradizioni alimentari, mentre Slow Food lo ha definito l’uomo che ha saputo trasformare un movimento nato in Piemonte in una rete presente oggi in oltre 160 Paesi. A Morozzo il suo ricordo resta indissolubilmente legato alla Fiera del Cappone, agli allevatori e alle famiglie che grazie al suo sostegno hanno potuto tramandare una tradizione storica del territorio. Emblematica rimane la consegna del “Cappone d’Oro” nel dicembre 2019, in occasione dei vent’anni del Consorzio di tutela: un riconoscimento che testimoniava il rapporto profondo tra Carlin Petrini e la comunità morozzese. Oggi Morozzo non saluta soltanto un protagonista mondiale della cultura gastronomica, ma un amico autentico del territorio, che ha saputo vedere nel cappone non solo un prodotto d’eccellenza, ma una storia collettiva fatta di memoria contadina, identità e futuro.










