Viola, Maria Teresa Bruno alla guida degli Alpini di Lisio-Val Mongia. Il 19 luglio la Festa di Santo Stefano

Una nomina storica che unisce emozione, ricordi in divisa e determinazione nel far rivivere le tradizioni del territorio. Il nuovo Gruppo Ana Lisio-Valle Mongia ha eletto il suo nuovo direttivo: alla guida c’è Maria Teresa Bruno, 44 anni, di Viola, prima donna a rivestire la carica di capogruppo nella sezione Ana di Ceva.
L'elezione è stata celebrata durante la tradizionale Cena degli Alpini, alla presenza del presidente sezionale Fabrizio Carena e del consigliere nazionale Gianpaolo Daprea, in un momento di festa culminato con la premiazione dell'Alpino più anziano, Fiorenzo Maestro. Abbiamo intervistato la neocapogruppo Maria Teresa per farci raccontare emozioni e progetti.
Dopo l'elezione cosa ha provato?
“Mi sono commossa profondamente. Essere nominata capogruppo è un onore immenso, ancor più sapendo di essere la prima donna nella sezione di Ceva. Cercherò di essere all’altezza dei colleghi più esperti. Il mio massimo impegno sarà rivolto a portare avanti il gruppo, tramandare i nostri valori e contribuire a riavvicinare le persone. Oggi c'è un grande bisogno di comunità”.
Il suo legame con le penne nere ha radici lontane. Com'è iniziato?
“È nato per caso. Sono da sempre un’amante della montagna e maestra di sci. Facevo volontariato al 118 a Mondovì e un maresciallo in pensione mi suggerì di fare domanda nell’Esercito. Sono partita a 25 anni: prima il Rav ad Ascoli Piceno, poi Torino e infine Bousson, sotto il Sestriere. Lì sono diventata la prima donna istruttrice militare di sci. Insegnavo ai vari reparti: anni indescrivibili, ricchi di amicizie. La vita militare ti insegna rispetto, convivenza, puntualità, condivisione, solidarietà, valori che oggi non sono più così scontati ma di cui ci sarebbe tanto bisogno”.
Dopo il congedo ha lavorato in Trentino per 19 anni, poi il ritorno a Viola. Com’è nata l’idea di riattivare il Gruppo locale?
“La mia terra e la mia famiglia mi mancavano troppo. Dopo essere rientrata, parlando con gli alpini del paese, soprattutto i più anziani, sentivo il dispiacere per la mancanza di un gruppo attivo, che un tempo già esisteva. Così, quando dalla sezione di Ceva è arrivata la proposta di rimboccarsi le maniche, ho dato subito la mia disponibilità. C'è tanta voglia di fare e vedere tutti quei cappelli alpini insieme durante la cena è stato emozionante”.
Quali saranno i prossimi passi?
“Il nostro primo obiettivo sarà far rivivere la festa di Santo Stefano, grande tradizione di vallata che non si celebrava da oltre dieci anni. Si terrà alla cappella di Santo Stefano, sul territorio di Lisio, un luogo della memoria affiancato dalle lapidi di 35 caduti in guerra. In quell'occasione il parroco benedirà il nostro nuovo gagliardetto. Ho chiesto infatti di cambiare il nome in 'Gruppo Val Mongia', per includere ufficialmente Viola, Lisio, Mombasiglio e Scagnello. Nel fine settimana un bel gruppo di alpini, tra cui anche persone di 85 e 90 anni, da Viola, Lisio, Mombasiglio e perfino da Genova, hanno lavorato per rimettere in sicurezza la staccionata della cappella in vista del 19 luglio, una giornata solenne che inizierà alle 14,30 e proseguirà con la S. Messa, l’alzabandiera, il saluto delle autorità, la preghiera dell’Alpino, i racconti del professor Enzo Bozzolo e i canti del coro di Lisio”.










