Ospedale Ceva: la CISL FP "La rotazione del personale non può diventare il modello organizzativo della sanità territoriale"

L'apertura dei nuovi “Ospedali di comunità”, le nuove strutture sanitarie territoriali, accende il dibattito. Al centro della discussione c'è la decisione della Direzione dell'ASL CN1 di utilizzare il personale dei Distretti a rotazione per coprire i turni H24 delle nuove strutture. Una scelta comunicata lo scorso venerdì 10 luglio durante un incontro con la RSU e le organizzazioni sindacali, e ritenuta dall'Azienda misura necessaria per garantire l'attivazione dei servizi nei tempi previsti dal DM 77.
Tuttavia, la CISL FP Cuneo non condivide questo approccio: "La rotazione del personale non può diventare il modello organizzativo della sanità territoriale", scrive in una nota il sindacato che mette subito in chiaro la propria posizione: “Aprire le strutture è fondamentale, ma la sanità territoriale non si costruisce con il personale a rotazione.”.
Secondo il sindacato, il modello organizzativo proposto rischia di minare alla base gli obiettivi stessi della riforma, trasformando Case e Ospedali di Comunità in semplici "scatole vuote", prive di personale stabile, competenze consolidate e reale continuità assistenziale.
I rappresentanti della CISL FP Cuneo esprimono chiaramente la loro posizione. Dalla segreteria del sindacato, Mauro Olocco evidenzia: "La continuità assistenziale, la sicurezza delle cure e la costruzione di équipe multiprofessionali stabili rappresentano il cuore della riforma territoriale prevista dal DM 77 e mal si conciliano con una rotazione sistematica e periodica del personale"
Olocco precisa poi che il sindacato condivide la necessità di attivare i servizi per la cittadinanza, ma contesta la mancanza di una visione strutturale a lungo termine: "La nostra organizzazione sindacale non ha mai messo in discussione la necessità di aprire le nuove strutture e di dare risposte ai cittadini. Riteniamo però che l'apertura dei servizi con questo modello organizzativo non debba tradursi in soluzioni destinate a diventare permanenti per mancanza di programmazione o di scelte strutturali sul personale".
Il dialogo tra le parti non si interrompe. La Direzione dell'ASL CN1 ha infatti confermato che il percorso di confronto non può considerarsi concluso e che il tema verrà nuovamente affrontato nel mese di settembre, quando verranno valutate soluzioni alternative per garantire la stabilità dei servizi, come l'assegnazione diretta tramite concorsi, la mobilità volontaria o l'uso di società in house.
L'obiettivo dei rappresentanti dei lavoratori resta quello di virare rapidamente verso la stabilità occupazionale, come spiegato da Stefano Rosso: "Noi continueremo pertanto il confronto con l'Azienda affinché le soluzioni temporanee adottate in questa fase di avvio lascino rapidamente spazio a un'organizzazione fondata sulla stabilità, sulla valorizzazione delle professionalità e sulla qualità e sicurezza dell'assistenza, nell'interesse dei lavoratori e soprattutto dei cittadini del territorio".
La segreteria provinciale della CISL FP ritiene infine che la questione vada oltre la gestione locale e richieda linee di indirizzo omogenee per evitare disparità di trattamento e difformità nei modelli assistenziali tra le diverse Aziende sanitarie del Piemonte.
A concludere l'analisi è Fabrizio Silvestro, Segretario Generale della CISL FP Cuneo: "Riteniamo necessario che il tema venga affrontato anche in sede di confronto regionale, al fine di definire linee di indirizzo omogenee per l'organizzazione complessiva dei Distretti, delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, garantendo pari condizioni organizzative e professionali su tutto il territorio regionali ed evitando difformità nei modelli assistenziali tra le diverse Aziende sanitarie”.










