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| Meteo e tradizioni

Nel pieno della “caudera” africana

Ed eccoci alla terza virulenta ondata di calore di questa estate 2026. Mesi fa i cervelloni elettronici dei megacomputer che cercano di divinare il futuro meteo del nostro angolo subalpino pronosticavano per la vicina estate un mese di giugno “più fresco”, seguito poi da “calori massimi” a luglio e dal decrescente agosto. Insomma, si prevedeva l'ovvio perché da sempre questa è la sequenza dei caldi delle nostre belle estati. Speriamo tuttavia che questo prematuro vaticinio dei modelli sul tempo che farà non cosrrisponda al vero perché, così fosse, dovremmo attenderci dopo un giugno come quello appena finito (da record mensile assoluto) un luglio a sua volta da primato. E non sarebbe proprio il caso. Intanto la terza ondata è partita da domenica scorsa. Lo scenario è ancora sempre quello che già si era presentato a maggio e ripetuto poi nella seconda metà di giugno. L'anticiclone africano che da trent'anni ha sostituito il benedetto, rimpianto anticiclone delle Azzorre, rimane bloccato da due zone di alta pressione collocate ad Ovest e ad Est. Alta pressione che si ferma sul nostro giardino subalpino per giornate e settimane intere surriscaldando a più non posso soprattutto le nostre notti che, penalizzate dalla fornace dei muri di casa, raggiungono nel chiuso delle stanze valori notturni che si avvicinano sempre più ai 28/30°. Ne patiamo noi, ne patiscono le piante e le colture. Di funghi manco l'ombra: nel nostro bosco in collina a 710 metri le brezze e gli umori notturni sono scomparsi insieme ai miceli che non si risvegliano più. Le alberate di città mostrano, se non irrigate dai Comuni, teorie di tigli con foglie mosce o inguallite, persino i bagolari, noti per la resistenza alle siccità estreme, vivacchiano e rischiano di non formare più quelle loro drupe nere, farinose e dolci, che un tempo da ragazzi cercavamo sui marciapiedi del viale. Abbiano bagnato in campasgna il nostro Kako afflitto dalla cascola dei frutticini, bagneremo stasera persino l'albero dei fichi bianchi, delizia un tempo di fine estate. Le previsioni sono inquietanti. Oggi, mercoledì 8 luglio, tornerà ad arroventare la giornata il Foehn estivo, quello che esalta ancor pù l'Africano. Previste massime sopra i 35° a Mondovì, sopra i 37° a Bra. Poi venerdì e sabato due pomeriggi che potrebbero portare qualche goccia temporalesca dalle Alpi in pianura. Ma domenica sarà ancora e sempre l'Africano a dire la sua. E questo sarà ancora il meteo forse fino ad oltre la metà di luglio.


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