Acqua potabile, il Monregalese fa i conti con l’emergenza

Cinque Comuni adottano limitazioni, tra siccità e problemi di potabilità
L’emergenza idrica nel Monregalese si presenta con due volti diversi ma strettamente collegati. Da una parte la scarsità della risorsa, aggravata dalle alte temperature e dall’aumento dei consumi estivi, sta spingendo diversi Comuni a vietare gli utilizzi non essenziali dell’acqua potabile. Dall’altra, i violenti temporali che hanno interessato l’alta Valle Ellero nei giorni scorsi hanno provocato un temporaneo peggioramento della qualità dell’acqua captata, rendendo necessario, in alcuni casi, imporre anche l’obbligo di bollitura prima del consumo. Alla data di oggi, 2 agosto, risultano cinque i Comuni del territorio monregalese interessati da provvedimenti: Mondovì, Villanova Mondovì, Chiusa di Pesio, Ormea e Roburent, anche se le motivazioni e l’estensione delle misure non sono ovunque le stesse.
La situazione più delicata riguarda Mondovì. Con l’ordinanza firmata il 1° agosto, il sindaco ha disposto che l’acqua distribuita dall’acquedotto comunale possa essere utilizzata per bere, cucinare e preparare alimenti soltanto dopo essere stata portata a ebollizione. Il provvedimento interessa l’intero territorio comunale ed è stato adottato in via precauzionale dopo l’intorbidimento delle captazioni di località Dho, nel Comune di Roccaforte Mondovì, provocato dalle intense precipitazioni del 31 luglio. L’obbligo resterà in vigore fino alla revoca dell’ordinanza, una volta ripristinate le normali condizioni di potabilità. Contestualmente il Comune ha vietato fino al 30 settembre l’utilizzo dell’acqua potabile per irrigare orti, giardini, prati e impianti sportivi, per il lavaggio di cortili e piazzali, per il lavaggio privato degli autoveicoli e per il riempimento di piscine, fontane ornamentali e vasche da giardino.
Una situazione analoga interessa Villanova Mondovì, dove però l’obbligo di bollitura è limitato alle utenze servite dalla stessa rete interessata dalla torbidità. La misura riguarda le abitazioni, gli esercizi commerciali e le fontanelle pubbliche di via Lorenzo Eula, via Roccaforte, via Mondovì, via Giardini, piazza Filippi, via Salvo d’Acquisto, corso Marconi, via Frabosa e del nucleo Bongiovanni. Anche in questo caso il divieto di utilizzare l’acqua potabile per usi non essenziali è stato esteso a tutto il territorio comunale fino al 30 settembre.
Diversa è invece la situazione di Chiusa di Pesio, dove non è stato disposto alcun obbligo di bollitura. L’ordinanza comunale, emanata il 31 luglio su richiesta del gestore ACDA, nasce dalla necessità di contenere i consumi in una fase caratterizzata da riduzione della disponibilità idrica, con cali di pressione registrati soprattutto nelle zone più elevate e alle estremità della rete. Fino al termine della criticità l’acqua potabile dovrà essere riservata esclusivamente agli usi alimentari e igienico-sanitari. Sono quindi vietati tutti gli impieghi ritenuti non indispensabili, dall’irrigazione di orti, giardini e prati al lavaggio di veicoli, cortili e piazzali, fino al riempimento di piscine, vasche da giardino e fontane ornamentali.
Anche Ormea ha scelto la strada delle limitazioni per preservare la risorsa idrica. L’ordinanza resterà in vigore fino al 31 agosto e dispone che l’acqua potabile sia utilizzata soltanto per esigenze alimentari e igienico-sanitarie, vietandone l’impiego per irrigazioni, lavaggi e riempimento di piscine e fontane. Il provvedimento è stato adottato per fronteggiare la diminuzione delle riserve idriche e l’incremento dei consumi estivi, con particolare attenzione ad alcune frazioni del territorio comunale maggiormente esposte alle criticità.
L’ultimo Comune interessato è Roburent, dove l’ordinanza non riguarda l’intera rete acquedottistica ma esclusivamente le utenze servite dal Consorzio idrico della frazione San Giacomo. Anche qui la motivazione è la ridotta disponibilità d’acqua e la necessità di garantire la continuità dell’approvvigionamento per gli usi essenziali. Fino al termine dell’emergenza è quindi vietato utilizzare l’acqua potabile per irrigazioni, lavaggi di veicoli, cortili e piazzali, oltre che per il riempimento di piscine, vasche e fontane ornamentali.
Dalla ricognizione effettuata sui siti istituzionali e sugli atti pubblicati dai Comuni del Monregalese, alla data del 2 agosto non risultano invece analoghi provvedimenti nei restanti Comuni del territorio. Il quadro resta comunque in continua evoluzione, sia perché la situazione meteorologica e quella delle sorgenti possono cambiare rapidamente, sia perché eventuali nuove ordinanze potrebbero essere adottate nei prossimi giorni qualora dovessero aggravarsi le condizioni di approvvigionamento.










