118 Garessio: niente medico in Val Tanaro nei festivi e di notte
L'ALLARME LANCIATO DAL SINDACO DI PRIOLA
In Valle Tanaro, ancora una volta, sembra che le promesse della politica si scontrino con una realtà fatta di tagli e silenzi. Un’”abitudine” che potrebbe essere confermata da quelle che per ora sono ancora voci e timori, secondo cui dal oggi, 1 maggio, il presidio 118 di Garessio andrebbe a perdere il medico anche durante il giorno nei fine settimana e nei festivi. Un taglio che si sommerebbe all'assenza della figura medica nelle ore notturne, e che lascia la valle in una condizione di estrema vulnerabilità.
L’ira dei primi cittadini è esplosa di fronte a quella che appare come una riorganizzazione calata dall'alto e senza preavviso. E che giunge inaspettata, a fronte dell’ordine del giorno, inviato tempo fa dai sindaci di Priola, Bagnasco, Garessio e Caprauna a Regione, Provincia e ASL, per evidenziare l'importanza vitale del presidio. La risposta? Un ulteriore impoverimento del servizio vitale per la valle.
“Di fronte a queste situazioni proprio noi sindaci non possiamo né dobbiamo restare in silenzio, ma anzi dobbiamo rendere pubbliche queste scelte e portarle all'attenzione della stampa”, esordisce duramente la sindaca di Priola Laura Canavese.
Le premesse dei sindaci sono basate su dati tecnici e geografici: l’area di competenza di Garessio che arriva fino a Briga Alta, Caprauna, Cerisola, Alto, Viozene che distano dal punto di soccorso di Ceva più di 60 km con un tempo di percorrenza minimo di un'ora e 15 minuti. Non solo: Garessio si trova all’incrocio di due statali (SS 28 e 582) ed è punto di partenza di due strade provinciali.
Infine, con il 30% della popolazione composta da over 70 e oltre 200 ospiti nelle RSA locali, la difficoltà nel reperire volontari per i soccorsi cresce di pari passo con la gravità delle condizioni cliniche.
“Noi sindaci abbiamo evidenziato l'importanza del mantenimento di questo presidio - spiega la sindaca Canavese - e timidamente abbiamo anche chiesto, laddove possibile, di valutare il ripristino della presenza del medico anche di notte. In tutta risposta, mi sono arrivate voci fondate e molto preoccupanti in base alle quali è stata prevista una riorganizzazione del 118, così come paventata dall'Assessore Riboldi nel primo incontro a Ceva. A partire da oggi, 1 maggio, non solo la presenza del medico non è stata ripristinata di notte, ma quello che attualmente abbiamo ci viene tolto: la presenza del medico viene eliminata nei fine settimana e nei giorni festivi. Proprio nei giorni in cui c'è più traffico, più gente e più possibilità di necessità di intervento medico, Garessio viene declassata ad un mero presidio infermieristico. Non vorrei che questa decisione costituisse la premessa per una soppressione totale della figura del medico”.
Il quadro è reso ancora più preoccupante dall'assenza di risposte ufficiali. Ai Comuni non è infatti ancora arrivata alcuna conferma ufficiale da parte dell'ASL, né una smentita che possa rassicurare il territorio.
Il malcontento ha trovato una sponda istituzionale: ieri sera, giovedì 30 aprile, quando l'Unione Montana della Valle Tanaro si è espressa con una delibera di consiglio, cristallizzando in un atto ufficiale l'opposizione dell’intero comprensorio.
La sindaca di Priola rincara la dose: “Riprendo quello che recentemente ha detto Luca Robaldo in relazione alla situazione della radiologia di Mondovì, dove chiedeva un maggior dialogo. Sono pienamente d'accordo: prima di prendere qualsiasi decisione è giusto che ci sia un confronto. Si era parlato genericamente di riorganizzazione ma poi nulla è stato comunicato; i sindaci non vengono in alcun modo coinvolti e credo che la garanzia di un servizio come quello del 118 con il medico sia essenziale e irrinunciabile”.
Il primo cittadino non usa giri di parole per spiegare la differenza tra un soccorso tecnico ed uno medico: “Per esperienza personale posso dire che medico o infermiere, con il massimo rispetto per entrambe le figure professionali, non sia la stessa cosa. L’importanza della presenza del medico sull’ambulanza consente di stabilizzare i pazienti sul posto, limitando l’accesso al Pronto soccorso soltanto quando strettamente ed effettivamente necessario”.
Le domande dei sindaci della zona sono: “In base a quale valutazione è stata assunta questa decisione? Perché proprio Garessio? Questa decisione è coerente con la politica contro lo spopolamento delle aree montane di cui tanto si parla?”.
La Valle Tanaro attende risposte.








