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Radiologia a Mondovì, fase delicata: l’Asl rassicura sul servizio

Si chiarisce e si aggiorna il quadro relativo alla radiologia dell’ospedale Regina Montis Regalis, alla luce delle dichiarazioni, oggi 9 aprile, del direttore generale dell’ASL CN1, Giuseppe Guerra. Rispetto a quanto riportato nel precedente articolo, è opportuno precisare che i professionisti coinvolti nel concorso bandito dall’Asl Cn2 per l’ospedale di Verduno sono medici radiologi e non tecnici di radiologia. Il direttore generale non nasconde la complessità del momento, ma indica una linea precisa: «È un momento delicato. Nei prossimi tre mesi lavoreremo per delineare una soluzione». Una fase di passaggio, in cui l’azienda sanitaria è impegnata a garantire la continuità del servizio mentre si costruiscono soluzioni per il futuro. L’Asl si è già attivata per rafforzare il reparto, lavorando su più fronti. Sono state avviate convenzioni e contatti con altri presidi e aziende sanitarie, anche fuori regione, e nei prossimi giorni è previsto un confronto con l’Università di Torino per verificare la disponibilità di specialisti.  La direzione evidenzia che una fase di questo tipo può comportare qualche difficoltà organizzativa, ma ribadisce l’impegno a mantenere attiva la radiologia e a garantire le prestazioni essenziali. Nel delineare il quadro, il direttore generale richiama anche gli investimenti effettuati sul presidio monregalese, tra cui il nuovo mammografo (ne riferiamo in altro articolo) e il potenziamento della diagnostica con una seconda Tac, a conferma della volontà di mantenere e sviluppare il servizio. Per quanto riguarda i movimenti di personale, viene sottolineato come le scelte dei professionisti possano avere motivazioni diverse. In alcuni casi si tratta di percorsi personali e professionali, mentre – secondo quanto riferito dalla direzione – incidono anche aspetti legati all’organizzazione del lavoro, in particolare per quanto riguarda i turni notturni e festivi. Un tema che si inserisce in un contesto più ampio, segnato da difficoltà diffuse nel reperimento di alcune figure specialistiche. Per affrontare questa fase, la direzione punta anche su un rafforzamento del coordinamento interno. È stato chiesto un supporto diretto della direzione sanitaria e individuato nel dottor Ippoliti il riferimento chiamato a seguire da vicino l’organizzazione del servizio, con l’obiettivo di garantire continuità e coesione operativa. Parallelamente prosegue il lavoro per individuare nuove soluzioni, attraverso il possibile inserimento di professionisti e il ricorso a graduatorie di altre aziende sanitarie. Il direttore generale ribadisce un approccio improntato alla chiarezza: «Con la massima trasparenza sto dicendo qual è la situazione». È previsto anche un approfondimento interno per comprendere eventuali criticità organizzative e migliorare il funzionamento complessivo del servizio.