Roccaforte: le avventure di Cate e Ricki a Baracco in un libro

La fiaba che tutto sommato mancava. Perché è ambientata in una dinamica borgata dell’alta valle Ellero, perché prende spunto dalle masche che ogni anno all’inizio di luglio fanno di Baracco la capitale indiscussa della magia, ed ancora perché nella circostanza tutti i bambini possono “volare” beati nel mondo della fantasia. La fiaba che non ti aspetti - scritta da Giambattista Rulfi e stampata dalla tipografia Jolligraf di Villanova - racconta le avventure di Caterina e Riccardo nelle magiche notti di mezza estate, quando a Baracco arrivano le inquietanti signore della notte. Ed è lì, nell’incanto di boschi sconfinati, che si rincorrono a ritmo incalzante avventure mozzafiato, ovviamente a lieto fine. Cominciamo dal principio. La fiaba inizia con una fiera di magia che non ha nulla da invidiare, quanto a confusione, a quella del santuario “dla Madona”. Dappertutto bancarelle di oggetti strabilianti, gufi reali, corvi e civette che si spostano silenziosi sui rami più alti degli alberi, masche inquietanti sulle scope volanti, maghi di collaudata esperienza ed aspiranti allievi ansiosi di poter acquistare uova di dinosauro, perfettamente conservate nella caverna del ghiaccio del Mondolè. Dalla capitale sabauda, quell’Augusta Taurinorum di antico blasone magico, col favore della notte, leva le ancore il “BattEllero” che accoglie un’infinità di bimbi appassionati di magia, bacchette magiche e scope volanti. L’imbarcazione silenziosa e quieta risale il corso del fiume Po, veleggia sull’Ellero, accoglie perfino i bimbi delle fontane di Breo e di Roccaforte e giunge alla meta finale di Baracco. Qui le sorprese non mancano. Oltre a masche e sarvan, c’è il magnifico Augustus Magnus, rettore dell’università della magia di Torino. E con lui c’è tutta la sua corte, che sovrintende alla “caccia alla scopa magica”, alla cena che sazia e inebria solo a guardare le tavolate imbandite e richiama tanta gente che si diverte a sentire storie e pettegolezzi sulle masche. Poi ci sono loro. Diciamo soprattutto ci sono i protagonisti in senso stretto: Caterina e Riccardo che danno vita ad imprevedibili avventure, destinate a rimanere scolpite nella memoria e tramandate nelle vijà delle lunghe sere invernali. Ecco: il libro del comando, le scope fulminanti, maskafè e maskamano, il gran ballo del sabba, ma come finisce la fiaba? Diciamo nella maniera classica. Con la sconfitta della masca “Caprina” - che astutamente si era liberata dal barilotto - e con l’invito, firmato personalmente dal magnifico rettore Augustus Magnus e rivolto a Caterina e Riccardo, di accettare l’iscrizione alla scuola di magia nella capitale sabauda. Invito accettato dai due amici? Pensiamo di sì, però lasciamo un piccolo margine di dubbio. La magia è sempre difficile da prevedere e chissà che in futuro Cate e Ricki non vogliano riservarci altre sorprese.









