Lupo in Piemonte: confronto su gestione e predazione

La presenza del lupo sulle Alpi occidentali è ormai stabile e interessa l’intero arco montano cuneese. Il tema è stato al centro di un incontro in Regione Piemonte dedicato agli effetti della diffusione della specie sulle attività zootecniche e alla gestione del fenomeno. Secondo i dati illustrati nel corso del confronto, in Piemonte i capi predati sono passati dai 260 del 2015 a oltre 1.500 nel 2023. Nel dibattito è stato inoltre evidenziato come la popolazione di lupi sul territorio regionale abbia superato le mille unità. Tra gli aspetti affrontati anche le conseguenze delle predazioni sugli allevamenti. Oltre agli animali uccisi, è stato sottolineato come la presenza del predatore possa incidere sul comportamento del bestiame, provocando dispersione delle mandrie e dei greggi, perdita di peso e modifiche nelle abitudini di pascolo, con ricadute economiche che, secondo le associazioni di categoria, non sempre risultano coperte dagli indennizzi previsti. In Piemonte sono presenti oltre 300 mila ettari di pascoli montani, dove vengono allevati circa 165 mila bovini e 100 mila capi tra ovini e caprini. Un comparto che coinvolge più di mille famiglie di margari e pastori e che comprende anche la transumanza, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale. Nel corso dell’incontro le associazioni hanno chiesto l’adozione di un piano straordinario di contenimento della specie, la possibilità di rimuovere gli esemplari ritenuti responsabili di ripetute predazioni e un maggiore ricorso agli strumenti di dissuasione. Tra gli elementi richiamati anche il recente declassamento dello status del lupo da “strettamente protetto” a “protetto” nell’ambito della Convenzione di Berna, ritenuto un possibile presupposto per una gestione più flessibile della specie.










