Sixties Graffiti, l’ultima volta dopo quarant’anni sul palco

Nel Monregalese è difficile trovare qualcuno che, almeno una volta, non li abbia incrociati. In una piazza d’estate, a una festa, in un locale, a teatro per una serata di beneficenza. Oppure attraverso il racconto di un amico: «Stasera suonano i Sixties». E tanto bastava. Per quarant’anni i Sixties Graffiti sono stati anche questo: una presenza familiare. Una di quelle che, a forza di esserci, finiscono per entrare nella storia privata delle persone e in quella collettiva di un territorio. Adesso sul calendario è comparsa una parola che fa uno strano effetto: ultimo. Giovedì 3 settembre, alle 20.45, in piazza Maggiore a Mondovì, la band salirà sul palco per il suo ultimo concerto. L’ingresso sarà gratuito e la serata, promossa dall’Amministrazione comunale, farà parte del Movì Festival. Sono le informazioni necessarie per l’agenda. Ma dicono ancora poco di ciò che quell’appuntamento rappresenta. Bisogna tornare indietro di quarant’anni. 2 agosto 1986, Cascina di San Michele, Mondovì. È da lì che parte tutto. Il primo concerto e poi centinaia di serate nelle quali i Sixties Graffiti hanno portato sul palco la musica con cui erano cresciuti e quella che avrebbero fatto conoscere a chi sarebbe venuto dopo: Beatles, Rolling Stones, Creedence Clearwater Revival, New Trolls, Lucio Dalla, PFM. Nel frattempo è cambiato quasi tutto. Nel 1986 la musica si comprava su vinile e cassetta, le fotografie avevano un rullino da sviluppare e per ritrovarsi la sera bisognava essersi messi d’accordo prima. Sono arrivati i cd, i cellulari, Internet, lo streaming, le playlist. Sono spariti locali, ne sono nati altri. I ragazzi di allora sono diventati adulti, poi genitori e in qualche caso nonni. I Sixties Graffiti, intanto, continuavano a suonare. È forse questo il dato più sorprendente di una storia lunga quattro decenni. Non tanto essere arrivati a quarant’anni di attività, quanto avere attraversato quarant’anni di vita del Monregalese continuando a trovare qualcuno disposto a mettersi davanti al palco. Le cronache degli anni passati aiutano a misurare questo rapporto. Nel 2015, per esempio, a un loro concerto al Christ di Mondovì arrivarono «giovani e meno giovani»: la serata era stata organizzata a sostegno del centro di ascolto della Croce Rossa “L’Orecchio di Venere” e raccolse oltre quattromila euro. Quasi dieci anni più tardi, nell’ottobre 2024, un altro concerto benefico, questa volta per la casa di riposo Sacra Famiglia, richiamò ancora moltissimi spettatori. In quell’occasione i Sixties Graffiti vennero ricordati non soltanto per la loro musica, ma anche come esempio di amicizia durata nel tempo e di passione condivisa. Non sono episodi isolati. La solidarietà ha accompagnato a più riprese il percorso del gruppo, come ricorda anche il Comune nel presentare l’ultimo concerto. Nota Stampa_147_26_Sixties Graffiti.docx Già nel 2014 avevano suonato al Baretti per contribuire alla nascita dello sportello destinato alle vittime di violenza della Croce Rossa monregalese. Nel maggio 2025 il Baretti registrò invece il tutto esaurito per una loro esibizione organizzata per raccogliere fondi destinati all’acquisto di un mezzo per la Croce Rossa di Mondovì. Il sindaco Luca Robaldo e l’assessore alle Manifestazioni Alessandro Terreno, annunciando il concerto di commiato, hanno parlato della riconoscenza della città verso uno dei gruppi simbolo di Mondovì e del Monregalese, capace di attraversare la quotidianità di migliaia di persone e di trasmettere alle nuove generazioni la passione per la musica dal vivo.










