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Biolé: «La digitalizzazione non lasci indietro i cittadini»

Da Clavesana riceviamo una nuova lettera di Fabrizio Biolé, che interviene questa volta sul tema della digitalizzazione della Pubblica amministrazione e, in particolare, sulla continuità dei servizi di facilitazione digitale attivati in numerosi Comuni e territori anche attraverso i fondi del Pnrr. Biolé, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco di Gaiola, oggi residente a Clavesana, sostiene la necessità della digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, ma contesta la scelta di interrompere i servizi gratuiti che accompagnavano i cittadini meno preparati nell’utilizzo degli strumenti digitali. Nella lettera si rivolge alle istituzioni nazionali e regionali e chiede una presa di posizione anche agli eletti piemontesi e cuneesi.

Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera:

"Sono un cittadino cuneese, piemontese e contemporaneamente un lavoratore della pubblica amministrazione e scrivo perché ritengo necessario mettere nero su bianco una contraddizione che trovo preoccupante, tendente al grave… Premesso che il sottoscritto è tutt’altro che scettico sulla digitalizzazione dei procedimenti amministrativi: anzi, ne sono convinto sostenitore e credo che l’identità digitale e i servizi online rappresentino un’evoluzione necessaria, capace di semplificare la vita dei cittadini e di rendere più lineare e trasparente l’azione della Pubblica Amministrazione. Sono però molto scettico sul grave ritardo con cui, soprattutto nel nostro Paese, abbiamo accompagnato la cittadinanza in questo passaggio: siamo in serio ritardo sulla formazione delle persone all’uso di questi strumenti. Lo dico da cittadino e da dipendente pubblico: chi guida le istituzioni ha ignorato per anni quanto fosse necessario un investimento continuo e capillare sulle competenze digitali di base. E proprio per questo che trovo ancora più incomprensibile ciò che sta accadendo. Dopo aver finalmente attivato, grazie al PNRR, una rete di punti di facilitazione digitale diffusa in tantissime città - punti gestiti in larga parte da Consorzi socio-assistenziali e Comuni, dove migliaia di persone (molte delle quali conosco personalmente) avevano trovato un servizio gratuito, di prossimità e davvero basilare - da un giorno all’altro questo servizio viene interrotto per mancanza di fondi. E ci si rimane a guardare intorno, quasi stupiti, senza riuscire a dare continuità a ciò che era diventato, per tantissime persone, uno strumento essenziale. Si chiede al cittadino di diventare digitale, si rende obbligatorio l’accesso online a quasi tutti i servizi, e poi si interrompe proprio il supporto che permetteva a chi era in ritardo di recuperare: tutto ciò è un controsenso. Amministrativo e politico. Sarebbe miope, a livello nazionale e regionale, non reinvestire in questo tipo di servizio. Non si tratta di fare “assistenzialismo digitale”, ma è una ragione di buon senso: un cittadino formato comprende, semplifica e si sente parte dei procedimenti, riduce gli errori, alleggerisce il lavoro degli uffici e rende più lineare l’intero sistema. In un momento in cui l’evoluzione digitale procede a ritmi frenetici, interrompere l’unico canale pubblico e gratuito di accompagnamento è una scelta non giustificabile. Faccio quindi un appello diretto. A livello nazionale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - cui fa capo il Dipartimento per la trasformazione digitale - e al Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo; a livello regionale, all’Assessore Matteo Marnati, che ha la delega alla trasformazione digitale. Chiedo inoltre un parere e un’opinione chiara a tutti i politici eletti della nostra regione e, in particolare, della provincia di Cuneo: deputati e senatori, nonché consiglieri regionali. Credo sia una cosa dovuta alla cittadinanza: dopo aver chiesto giustamente ai cittadini lo sforzo di digitalizzare i procedimenti - di cui gli stessi eletti sono attori e promotori - è giusto che prendano posizione e diano una risposta concreta a questa esigenza, che ritengo non rinviabile. Restando a disposizione, porgo distinti saluti". Fabrizio Biolé