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La riforma degli Istituti Tecnici non convince le scuole

PROVINCIA GRANDA - Una foto del presidio FLC Cuneo davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale

Perplessità e criticità espresse dai sindacati e dai Dirigenti degli istituti del territorio

Una riforma che non piace. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha varato nelle scorse settimane il riordino degli Istituti tecnici. Le novità entreranno in vigore da settembre: a grandi linee, si punta su percorsi formativi più flessibili e orientati al mondo del lavoro (sul modello 4 anni+2), potenziando laboratori, inglese e competenze digitali. Tra gli obiettivi, un nuovo biennio con specializzazioni anticipate, maggiore autonomia scolastica e una stretta collaborazione con ITS Academy e aziende del territorio. In sede di conversione del decreto legge è stato stabilito che la quota di flessibilità delle scuole sia utilizzata garantendo un equilibrio tra discipline, evitando esuberi e soprannumerari. Questi ultimi, i “perdenti posto”, sono gli insegnanti che, a causa di una contrazione dell’organico eccedono il numero di cattedre disponibili in una scuola. Sul territorio le novità sono state accolte con grande scetticismo.