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| Mondovì

Da contenitore vuoto a polo della cultura

C’è un’espressione che ritorna più volte durante l’inaugurazione del secondo piano di Liber – Polo culturale delle Orfane: contenitori vuoti. È da qui che parte la riflessione del sindaco Luca Robaldo, trasformando il varo in un bilancio sul recupero del patrimonio cittadino. Perché il secondo piano dell’ex Orfanotrofio, restaurato con i fondi del Pnrr e destinato a mostre e convegni, non è soltanto uno spazio recuperato: è il simbolo di una politica che punta a restituire funzione a edifici rimasti inutilizzati per anni. Ad aprire la cerimonia è il presidente della Fondazione Crc, Mauro Gola, che richiama il significato dell’intervento sostenuto dalla Fondazione insieme a Intesa Sanpaolo. «Non inauguriamo soltanto un edificio recuperato, ma un ecosistema della cultura che parte dalla storia e guarda al futuro della comunità». Per Gola il recupero del complesso delle Orfane rappresenta un investimento nella bellezza, intesa come valore capace di generare nuova partecipazione e nuove opportunità. Prima degli interventi istituzionali viene ricordata anche la storia dell’edificio, che dal 1854 ha ospitato per oltre 170 anni ragazze orfane o provenienti da situazioni familiari difficili. «È giusto ricordare – ha ricordato nel suo intervento il presidente del consiglio comunale Ezio Tomatis – che accanto alla bellezza che oggi vediamo queste mura custodiscono anche una storia di sofferenza, educazione e riscatto». Robaldo inserisce invece l’inaugurazione in un percorso più ampio di rigenerazione urbana. «Per anni abbiamo parlato dei contenitori vuoti. Oggi possiamo fare un elenco di edifici che hanno ritrovato una funzione». Il sindaco cita le ex scuole di via delle Scuole, oggi sede di quattordici associazioni, il Museo della Stampa, la chiesa di Santo Stefano, il Teatro Parenza e lo stesso Polo delle Orfane. Nel suo intervento il sindaco rivendica anche il rispetto delle scadenze del Pnrr, con la conclusione dei lavori entro il termine previsto del 30 giugno, e annuncia il prossimo obiettivo: completare il recupero del complesso con il nuovo accesso da via della Misericordia, oltre a proseguire il percorso sulla Cittadella, definita «il contenitore vuoto per eccellenza».