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| Mondovì

Allevi, la forza della fragilità incanta Mondovì

Foto di Samuele Silva

Un concerto che è diventato soprattutto un viaggio nella fragilità, nella malattia e nella voglia di tornare a vivere attraverso la musica. Giovanni Allevi ha accompagnato il pubblico per un’ora e mezza intensa, alternando il pianoforte alle parole e trasformando il palco in uno spazio di riflessione e racconto personale. Davanti a lui circa 1.300 persone, rimaste sedute e in silenzio per tutta la serata, con l’ascolto interrotto soltanto dai numerosi applausi. Sul palco quando il piano veniva sostituito dalle parole, il giornalista Gianni Scarpace. Al centro del racconto soprattutto il tema della fragilità. «Io sono la fragilità», ha detto Allevi, parlando apertamente della malattia, della sofferenza che ancora lo accompagna e del percorso che sta affrontando per cercare di venirne fuori. Ma anche della scelta di tornare sul palco e della volontà di continuare a suonare nonostante le difficoltà. Ne è nato un incontro in cui la musica si è intrecciata continuamente con pensieri e riflessioni quasi filosofiche, in un dialogo molto personale con il pubblico. Una serata che può dividere per il modo particolare con cui Allevi costruisce oggi i suoi concerti, ma che ha trovato una platea attenta e partecipe fino alla fine.

Foto di Samuele Silva