Igor Varrone (Cia Cuneo): «La crisi del vino non è finita»

«La crisi del settore vitivinicolo non è finita e non è il momento di abbassare la guardia». A rilanciare l’allarme è Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Agricoltori Italiani Cuneo, di Dogliani, che invita istituzioni e filiera a non considerare superata una situazione che continua a preoccupare molti produttori. «Un mese fa tutto il Piemonte era mobilitato per affrontare le difficoltà del comparto - osserva Varrone -. Oggi, invece, è calato il silenzio, ma la crisi non è certo scomparsa».
Secondo il direttore di Cia Cuneo, gli interventi messi in campo finora rappresentano soltanto una risposta parziale e non affrontano le cause strutturali del problema. Per Varrone, il comparto continua infatti a confrontarsi con un mercato debole e con forti incertezze, mentre gli effetti della siccità, delle ondate di calore e delle grandinate degli ultimi mesi potrebbero incidere anche sulla prossima vendemmia. «Pensare a una produzione piena - sottolinea - sarebbe quasi un miracolo». Da qui l’invito ad agire senza ulteriori rinvii: «È adesso che bisogna intervenire, soprattutto se vogliamo lavorare sulle produzioni del prossimo anno. Se davvero si vuole affrontare la crisi, non si può aspettare ancora».
Tra le proposte avanzate da Cia Cuneo resta centrale un piano triennale di vendemmia verde, ritenuto uno strumento capace di riequilibrare il rapporto tra domanda e offerta e di consentire alle aziende agricole di affrontare questa fase con maggiori prospettive. L’organizzazione chiede inoltre il blocco temporaneo dell’assegnazione di nuovi diritti d’impianto, salvaguardando quelli già esistenti. Varrone invita anche a guardare oltre le sole attività promozionali. «Negli ultimi anni sono stati investiti fondi importanti nella promozione, ma oggi ci troviamo comunque ad affrontare una situazione difficile. Forse è arrivato il momento di ripensare profondamente il sistema vitivinicolo piemontese».










