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| Amici a 4 zampe

Vorrei un cucciolo di labrador, ma....

Foto di Shane Guymon su Unsplash

Ogni settimana rispondiamo alle vostre domande sugli animali d’affezione con l’intervento di esperti del settore. Per avere risposta ai vostri dubbi o curiosità scriveteci all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Una lettrice ci scrive che per lavoro è costretta a vivere in un appartamento a Cuneo e vorrebbe prendere un cucciolo di labrador, ha orari pieni ma avrebbe la possibilità di portare il cane con sé a lavoro. Avendo un passato di cani cresciuti  in campagna chiede se è possibile adattare questo nuovo tipo di vita a un cane.

Lo abbiamo chiesto ad Andrea Avagnina Educatore Cinofilo e Presidente del Direttivo Piemonte e Valle D’Aosta dell’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili:  “Innanzitutto una doverosa premessa di carattere generale è che fare una scelta corretta, del cucciolo e di conseguenza della razza, è fondamentale . Le motivazioni non dovranno ovviamente essere di carattere estetico ma occorre fare scelte basate sulle caratteristiche specifiche della razza e la relativa  compatibilità con il proprio stile di vita, con il proprio grado di esperienza, prediligendo e valutando, laddove le condizioni lo consentano, l'adozione in canile.

In questo caso specifico, per la scelta di un cucciolo di labrador, come prima cosa è sicuramente necessario affidarsi ad allevamenti professionali i quali, negli anni di esperienza, selezionano le linee genetiche per avere esemplari equilibrati e  sani.

In secondo luogo sarà molto importante, fra i 2 e i 5 mesi di vita del cucciolo, fargli svolgere una corretta socializzazione: con altri cani, con le persone, con gli stimoli esterni e, ovviamente, con eventuali colleghi e l'ambiente di lavoro. In questa fase, solitamente già iniziata dall'allevatore, è consigliabile farsi affiancare da un educatore, che sia tramite un percorso individualizzato o tramite la partecipazione a puppy class o incontri di socializzazione,  poiché questo lasso temporale è quello in cui il cucciolo apprende cosa per lui è un'esperienza positiva e cosa un timore, risultando  fondamentale per il suo corretto sviluppo comportamentale.

Occorre poi  comunque tenere in considerazione  che il labrador  è un cane con una spiccata socialità ma rimane una razza  da lavoro: non basterà, pertanto, avere la possibilità di portarlo con sé in ufficio ma occorrerà convogliare adeguatamente le sue abbondanti energie fisiche e mentali prima, durante e dopo l'attività lavorativa.

Non si parla solo delle uscite per i bisogni,  ma di vere e proprie attività impegnative per il cane che contribuiscano a farlo sentire appagato. Considerando che il labrador appartiene alla famiglia dei retriever potremmo a titolo esemplificativo prendere in considerazione il nuoto, il riporto, lunghe passeggiate ma anche giochi di attivazione mentale e di utilizzo dell'olfatto. Una non corretta gestione delle sue energie farebbe diventare le nostre ore di ufficio piuttosto movimentate.

È da apprezzare la richiesta della signora: farsi aiutare a scegliere da un professionista è il primo passo per una futura serena convivenza.”