Vorrei un cucciolo di labrador, ma....
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Una lettrice ci scrive che per lavoro è costretta a vivere in un appartamento a Cuneo e vorrebbe prendere un cucciolo di labrador, ha orari pieni ma avrebbe la possibilità di portare il cane con sé a lavoro. Avendo un passato di cani cresciuti in campagna chiede se è possibile adattare questo nuovo tipo di vita a un cane.
Lo abbiamo chiesto ad Andrea Avagnina Educatore Cinofilo e Presidente del Direttivo Piemonte e Valle D’Aosta dell’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili: “Innanzitutto una doverosa premessa di carattere generale è che fare una scelta corretta, del cucciolo e di conseguenza della razza, è fondamentale . Le motivazioni non dovranno ovviamente essere di carattere estetico ma occorre fare scelte basate sulle caratteristiche specifiche della razza e la relativa compatibilità con il proprio stile di vita, con il proprio grado di esperienza, prediligendo e valutando, laddove le condizioni lo consentano, l'adozione in canile.
In questo caso specifico, per la scelta di un cucciolo di labrador, come prima cosa è sicuramente necessario affidarsi ad allevamenti professionali i quali, negli anni di esperienza, selezionano le linee genetiche per avere esemplari equilibrati e sani.
In secondo luogo sarà molto importante, fra i 2 e i 5 mesi di vita del cucciolo, fargli svolgere una corretta socializzazione: con altri cani, con le persone, con gli stimoli esterni e, ovviamente, con eventuali colleghi e l'ambiente di lavoro. In questa fase, solitamente già iniziata dall'allevatore, è consigliabile farsi affiancare da un educatore, che sia tramite un percorso individualizzato o tramite la partecipazione a puppy class o incontri di socializzazione, poiché questo lasso temporale è quello in cui il cucciolo apprende cosa per lui è un'esperienza positiva e cosa un timore, risultando fondamentale per il suo corretto sviluppo comportamentale.
Occorre poi comunque tenere in considerazione che il labrador è un cane con una spiccata socialità ma rimane una razza da lavoro: non basterà, pertanto, avere la possibilità di portarlo con sé in ufficio ma occorrerà convogliare adeguatamente le sue abbondanti energie fisiche e mentali prima, durante e dopo l'attività lavorativa.
Non si parla solo delle uscite per i bisogni, ma di vere e proprie attività impegnative per il cane che contribuiscano a farlo sentire appagato. Considerando che il labrador appartiene alla famiglia dei retriever potremmo a titolo esemplificativo prendere in considerazione il nuoto, il riporto, lunghe passeggiate ma anche giochi di attivazione mentale e di utilizzo dell'olfatto. Una non corretta gestione delle sue energie farebbe diventare le nostre ore di ufficio piuttosto movimentate.
È da apprezzare la richiesta della signora: farsi aiutare a scegliere da un professionista è il primo passo per una futura serena convivenza.”







