Guerra in Medio Oriente: il mondo del vino della Langa monregalese tra timori e incertezze

Il conflitto in Medio Oriente, iniziato da meno di tre settimane, aggiunge incertezza a un quadro già fragile per il settore vitivinicolo. Tra tensioni internazionali, rincari energetici e difficoltà sui mercati esteri, anche nelle Langhe monregalesi si guarda con attenzione agli sviluppi, pur senza registrare, per ora, effetti diretti significativi. «È troppo presto per parlare di ripercussioni legate alla guerra - spiega Nicoletta Bocca, presidente della Bottega del Vino di Dogliani -. Le difficoltà erano già presenti prima: i dazi, l’incertezza sui mercati e un calo generale dei consumi stanno incidendo da tempo».
Il nodo principale resta quello dei costi, destinati ad aumentare ulteriormente. «Se cresce il prezzo del carburante - sottolinea la proprietaria della cantina San Fereolo -, aumentano i trasporti, così come gas e materie prime. Ma noi non possiamo alzare i prezzi. Ci viene chiesto, anzi, di assorbire parte dei rincari...».










