Farigliano: Gat Dus domani sera su Italia 1

Il profumo della cugnà che sobbolle per ore, il miele appena smielato, le nocciole tostate che riempiono il laboratorio di aromi antichi. Da Farigliano alle telecamere nazionali: domani, venerdì 6 marzo alle 18,55, l’azienda agricola Gat Dus dei fratelli Alessia e Gabriele Bracco sarà protagonista su Italia 1, all’interno di Studio Aperto Mag. Il magazine di approfondimento racconterà la loro storia attraverso un reportage firmato dal giornalista Marco Ottavio Graziano.
Le telecamere sono entrate nel noccioleto, hanno seguito il lavoro nell’apiario e si sono soffermate nel laboratorio artigianale dove nasce una delle specialità più identitarie della tradizione langarola: la cugnà, marmellata a base di mosto d’uva e frutta. Una scelta di vita maturata nel solco della passione familiare per la natura e per l’apicoltura. «La nostra storia - spiega Alessia Bracco, 29 anni, diplomata magistrale e titolare dell’azienda insieme al fratello Gabriele Bracco, 23 anni, diplomato ragioniere - è iniziata quasi per caso grazie a mio padre Aldo. Nel 1996, durante uno dei suoi allenamenti in bicicletta tra le colline delle Langhe, si imbatté in uno sciame di api e da quell’incontro inatteso nacque presto una passione».
Nel 1997 arrivarono le prime quattro famiglie di api allevate in casa Bracco. L’hobby coinvolse tutta la famiglia, mamma Liliana compresa, fino ai riconoscimenti nazionali: nel 2003 una Goccia d’Oro e nel 2004 due Gocce al Premio Giulio Piana. Con il tempo il testimone è passato ai figli, che hanno ampliato l’attività con un noccioleto e con la produzione di dolci tipici delle Langhe, tra cui la tradizionale torta di nocciole senza farina, biscotti e altre specialità a base di miele e nocciole. Simbolo dell’azienda resta la cugnà. Il mosto di Dolcetto di Dogliani viene cotto per circa 24 ore insieme a mele cotogne e pere Madernassa raccolte a mano, poi arricchito con nocciole tostate. «La cugnà - racconta Alessia - è tradizione pura: profuma di vino, di frutta e di nocciola. È il profumo della nostra terra e dei suoi frutti migliori».
Oggi è sempre più presente nei ristoranti piemontesi, accanto a bolliti, formaggi e polenta, oppure semplicemente su una fetta di pane. Nel servizio spazio anche al “boschetto” aziendale, lasciato volutamente incolto come gesto concreto di equilibrio ambientale, per restituire alla natura parte delle risorse utilizzate dall’attività agricola. A sottolineare il valore dell’esperienza è il direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, il doglianese Igor Varrone: «I fratelli Bracco rappresentano un esempio molto positivo di nuova agricoltura - sottolinea Varrone -; hanno costruito un progetto di vita che unisce tradizione, innovazione e rispetto per l’ambiente. La loro filosofia di lavoro dimostra come i giovani possano essere protagonisti nella valorizzazione del territorio e delle produzioni tipiche delle Langhe».







