Condividere Festival 2026: studenti e utenti dei centri diurni hanno vinto tutti

Quando venerdì sera sul palco dell’Open Garden Baladin sono tornati a esibirsi i vincitori, non si sono sentiti soltanto applausi. C’erano bambini e utenti dei centri diurni che, spinti forse dal desiderio di non far finire la festa, hanno voluto cantare ancora una volta le canzoni in gara già ascoltate dal vivo al Monastero di San Biagio. È questa forse l’immagine che meglio racconta la 2ª edizione del Condividere Festival, il progetto de La Scala del Re di Carrù che quest’anno ha coinvolto circa 600 persone tra bimbi delle materne, alunni delle elementari e utenti dei centri diurni. «Si respirava un’aria frizzante, piena di gioia - dice il clavesanese Roberto Ballauri, coordinatore della scuola di musica -. Mi ha fatto effetto vedere che i bambini conoscevano i testi dei brani delle altre scuole. Tutti sapevano le canzoni di tutti: è stato un concerto bellissimo anche per questo». Alle spalle dei quattro appuntamenti del Festival c’è stato un lungo lavoro organizzativo che ha coinvolto 23 classi quinte e 7 centri diurni, dando vita a 23 canzoni originali dedicate a temi come guerra, bullismo, inclusione e diversità. Durante la serata finale sono stati assegnati i riconoscimenti 2026. Il Premio Condividere, il più ambito, è andato alla scuola Trigari di Mondovì Breo e al centro diurno La Vignola di Mondovì Piazza con la canzone “Bullo amico del cuore”. Secondo posto per la 5ª B di Piazza, sempre con La Vignola. Il Premio Televoto è stato conquistato dalla scuola di Carassone e dal centro diurno L’Alveare di Mondovì con “Bombardami di baci”, davanti alla 5ª A di Carrù e al centro Il Mosaico di Fossano. Il Premio Miglior Testo No Signal Ets, è andato alla scuola di Clavesana e al centro Il Mosaico con “Una questione di lentiggini”. Il Premio della Critica della Scala del Re è stato vinto dalla 5ª B dell’Altipiano e dal centro L’Alveare, mentre il secondo posto è andato a Magliano e al centro Il Girasole di Narzole. Infine il Premio Entusiasmo è stato assegnato a San Michele e al centro Nucci Banfi di Dogliani, davanti a Margarita e al centro Sirio di Villanova. Per Ballauri, però, il significato più profondo del Festival va oltre classifiche e riconoscimenti. «La vera vittoria non è stata ricevere un premio, ma realizzare queste canzoni, salire su un palco e poterle cantare davanti a così tante persone».

















