Biolè: «Remigrazione proposta retrograda»

Fabrizio Biolè, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, già sindaco di Gaiola e nel direttivo della sezione Anpi di Carrù, interviene nel dibattito politico sulla cosiddetta “remigrazione”, prendendo posizione a favore della recente campagna di +Europa dedicata al tema.
In una lettera inviata alla nostra redazione, Biolè definisce "eccellente" l’operazione comunicativa del partito guidato da Emma Bonino, che ha scelto di contrapporre alla parola “remigrazione” il concetto di “rescolarizzazione”, attraverso una campagna satirica che ritrae una classe di adulti “dal volto torvo, con tatuaggi e polo nere, costretti a ripetere elementari e medie con esame finale su sussidiari illustrati”. «Difficile immaginare - scrive - una rappresentazione più azzeccata dell’umiliazione culturale e della meschinità intellettuale che, a parer mio, si cela dietro l’idea remigratoria. +Europa ha colpito nel segno». Pur precisando di non condividere tutte le posizioni del partito, Biolè afferma di riconoscere il valore di molte loro battaglie e di apprezzare profondamente questa operazione di denuncia ironica.
L’ex consigliere regionale rivolge quindi le proprie critiche ai sostenitori della proposta. «La proposta di remigrazione, sostenuta con entusiasmo dal generale Vannacci, da Futuro Nazionale e da CasaPound, merita di essere smascherata senza remore. Si tratta di un progetto incivile, vendicativo, profondamente illiberale e potenzialmente anticostituzionale».
Secondo Biolè, «una specie di delirio autoritario vorrebbe trasformare l’Italia in una sorta di grande centro di espulsione, calpestando diritti fondamentali e principi costituzionali». Nella lettera viene richiamato anche un approfondimento di Pagella Politica, secondo cui il piano non produrrebbe risparmi per lo Stato, ma comporterebbe costi elevati e conseguenze economiche rilevanti. Ampio spazio è dedicato anche ai recenti episodi avvenuti a Montecitorio. Biolè definisce "ugualmente inquietante" l’ingresso di esponenti di CasaPound "al grido di oggi muore l’antifascismo”. «Un’affermazione tragicomica - prosegue -. L’antifascismo non è un optional della nostra democrazia: è il suo fondamento. È inciso in ogni articolo della Costituzione, dalla prima all’ultima parola. Chi sogna di seppellirlo dimostra solo di non aver mai capito la Repubblica che vorrebbe, speriamo mai, rappresentare».
Nelle conclusioni della lettera, Biolè richiama il ruolo dell’informazione e del dibattito pubblico. «In un tempo in cui certe forze politiche cercano di normalizzare l’inaccettabile, è urgente che la stampa eserciti il proprio ruolo di controllo e di pungolo critico. La remigrazione non è un’opinione come un’altra: è una regressione pericolosa che offende la dignità della persona, la storia del nostro Paese e l’intelligenza collettiva».
La lettera si chiude con un messaggio netto: «Viva, sempre, per sempre, l’antifascismo!».










