Razza Piemontese: più allevamenti della Granda potranno ottenere i contributi europei

Buone notizie per gli allevatori della provincia di Cuneo che lavorano con la razza bovina piemontese. Il Ministero dell’agricoltura ha modificato alcuni parametri di Classyfarm, il sistema nazionale che valuta il livello di benessere animale e la gestione degli allevamenti, consentendo a un numero maggiore di aziende del settore di accedere ai contributi della Pac, la Politica agricola comune dell’Unione Europea che sostiene il reddito delle imprese agricole. La novità riguarda in particolare la cosiddetta “linea vacca-vitello”, cioè gli allevamenti nei quali le vacche partoriscono e i vitelli vengono allevati insieme alle madri nei primi mesi di vita. Con un recente decreto ministeriale è stata infatti rivista una delle soglie utilizzate da Classyfarm per valutare queste aziende, passando da 0,9 a 3. Secondo Coldiretti Piemonte e Coldiretti Cuneo, si tratta di una modifica importante perché tiene maggiormente conto delle peculiarità della razza piemontese, molto diffusa nella Granda e caratterizzata da un modello di allevamento diverso rispetto ad altre realtà produttive. «Grazie ad un nostro costante impegno, la modifica dell’allegato XI del decreto del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è un primo grande passo per valorizzare ulteriormente la razza Piemontese e consentire alle imprese zootecniche di poter rientrare tra i beneficiari delle risorse della Pac», spiega Bruno Mecca Cici, vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia. La razza piemontese rappresenta uno dei simboli dell’allevamento bovino della provincia di Cuneo, dove si concentra la maggior parte dei capi allevati. Oltre al valore economico e produttivo, è considerata un patrimonio di biodiversità e un presidio del territorio rurale. «Tale revisione è fondamentale poiché il nostro comparto zootecnico è un grande patrimonio da tutelare, dal punto di vista della biodiversità e dell’ambiente, con la razza Piemontese che è tra le razze storiche più famose ed ha una fondamentale valenza economica sul territorio», sottolineano Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo, e Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. Per il settore si tratta dunque di un primo riconoscimento delle caratteristiche specifiche degli allevamenti di razza piemontese, che potrebbero così avere maggiori opportunità di accedere ai sostegni economici previsti dall’Unione Europea.










