Strumenti di accessibilità
Skip to main content
| Cuneese

Il Prefetto di Cuneo Savastano: "La sicurezza si costruisce insieme"

Il prefetto di Cuneo, Mariano Savastano, interviene nel dibattito sulla sicurezza dopo la lettera aperta pubblicata il 19 agosto da nove sindaci del territorio – le “sette sorelle”, insieme a Borgo San Dalmazzo e Busca – e lo fa ribadendo la necessità di una risposta comune, fondata sulla collaborazione tra Stato, amministrazioni locali e comunità.

«Ho letto con grande attenzione e interesse la lettera aperta», afferma Savastano, sottolineando come le questioni poste dai sindaci riguardino aspetti centrali della vita delle comunità: «il senso di sicurezza dei cittadini, la tutela del decoro urbano, il ruolo prioritario – e complesso – che i primi cittadini rivestono come punto di riferimento immediato delle proprie comunità», ma anche i limiti delle loro competenze, la disponibilità di risorse e la necessità che «alle violazioni delle regole seguano conseguenze concrete e, come si dice spesso, pene certe».Il prefetto vuole innanzitutto rassicurare amministratori e cittadini: «Le preoccupazioni sollevate sono anche le mie preoccupazioni, sono le preoccupazioni del Questore e dei Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e non restano mai inascoltate». Per Savastano, infatti, «la sicurezza non è un concetto astratto o teorico né una materia da affrontare a compartimenti stagno». La strategia perseguita fin dal suo insediamento, il 15 luglio 2024, punta alla costruzione di «un modello di sicurezza integrata e partecipata», nel quale siano coinvolti tutti i livelli di governo e le diverse componenti del territorio: Stato ed enti locali, Asl e Consorzi socio-assistenziali, associazioni di categoria, Rfi, comitati di quartiere e singoli cittadini. Un sistema «unitario sì, ma pluralista e interdisciplinare», perché, sottolinea il prefetto, «da tempo siamo consapevoli del fatto che la sola azione di polizia non è più sufficiente». Alla presenza e all’attività delle Forze dell’Ordine deve quindi affiancarsi «una forte azione di prevenzione» capace di assicurare condizioni adeguate di vivibilità, decoro urbano e convivenza civile, contrastando il degrado e garantendo «la piena, libera e sicura fruizione degli spazi pubblici, come le stazioni ferroviarie e i giardini pubblici». La sicurezza, prosegue Savastano, deve poggiare su più pilastri tra loro collegati. Accanto alle politiche di pubblica sicurezza e sicurezza urbana servono «adeguate politiche urbanistiche, di riqualificazione e rigenerazione urbana, efficaci politiche sociali, politiche di rilancio e di ripresa economico-commerciale, iniziative e progetti culturali che coinvolgano i cittadini e i quartieri, oltre a “robuste” politiche socio-sanitarie». Un percorso che, precisa, «lo si costruisce insieme, confrontandosi e condividendo percorsi, strategie, obiettivi e finalità». Il prefetto concentra quindi l’attenzione sulle responsabilità che competono alle istituzioni provinciali e comunali, richiamando una responsabilità pubblica «integrata e condivisa». Il coordinamento delle Forze dell’Ordine, l’attività preventiva delle istituzioni statali e la conoscenza capillare del territorio propria degli amministratori locali devono procedere «in perfetta sintonia», insieme agli interventi dei Comuni in materia di riqualificazione urbana, pulizia delle strade e servizi sociali. Ai primi cittadini Savastano rivolge un messaggio netto: «I sindaci, che hanno scritto di non essere né giudici né poliziotti… (ma nessuno chiede loro di esserlo) non sono e non devono sentirsi soli». Pur nel rispetto dei confini stabiliti dalla legge sulle competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica, la storia della provincia di Cuneo dimostra, secondo il prefetto, che «i risultati migliori si ottengono quando lo Stato e le Autonomie locali camminano fianco a fianco». In questo quadro assumono particolare importanza strumenti come i Patti locali per la sicurezza urbana e i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, ai quali sindaci e presidente della Provincia partecipano per rappresentare direttamente le esigenze delle rispettive comunità e contribuire alla ricerca delle risposte più adeguate, sia sul piano politico-amministrativo sia su quello tecnico-operativo. Savastano accoglie quindi «con assoluto favore» la richiesta degli amministratori di aprire «una nuova stagione di confronto e di ascolto reciproco». Per il prefetto, «il dialogo leale, pragmatico e scevro da qualsiasi strumentalizzazione o pregiudizio è l’unica strada percorribile per dare risposte concrete alle istanze delle nostre comunità». Da qui l’invito ai nove sindaci firmatari a un nuovo incontro presso il Palazzo del Governo, che si aggiungerà ai numerosi confronti già svolti in Prefettura e nei municipi della provincia, anche attraverso i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica “itineranti”. L’obiettivo sarà «analizzare nel dettaglio le criticità evidenziate, condividere le strategie di prevenzione e presidio del territorio già in atto e definire insieme nuove linee d’azione partecipata», proseguendo lungo la strada di quello che Savastano definisce il «modello Cuneo», fondato su «concretezza, cooperazione e senso dello Stato». «La porta della Prefettura è, e continuerà ad essere, sempre aperta», conclude Savastano, ricordando che la Prefettura rappresenta «la presenza coesiva dello Stato sul territorio» e che «il confronto tra Prefetto e Sindaci è il collante della tenuta democratica e sociale del territorio». Un rapporto istituzionale che deve essere anche visibile ai cittadini: «Quando il cittadino vede il Prefetto e il sindaco camminare fianco a fianco percepisce che le Istituzioni sono unite, solide e orientate al bene comune. È questo il nostro compito ed è questo il patto che mi propongo di rinnovare ogni giorno sul territorio». L’auspicio, che per Savastano è «una certezza», è dunque quello di continuare a «costruire insieme migliori condizioni di convivenza sociale».