Carne sintetica: stop dell’Europa ai nomi “bistecca” e “hamburger”

L’Europa dice stop a una delle questioni più controverse degli ultimi anni nel settore alimentare. Il Parlamento europeo, riunito in plenaria sulla riforma dell’Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm), ha approvato una norma che vieta di utilizzare denominazioni come “carne”, “bistecca” e altri termini tradizionalmente associati ai prodotti zootecnici per alimenti ottenuti da colture cellulari o da altre matrici biologiche.
Una decisione accolta con soddisfazione da Coldiretti Cuneo, che da tempo sostiene la necessità di garantire massima chiarezza ai consumatori.
Va ricordato che l’espressione “carne sintetica”, entrata ormai nel linguaggio comune e utilizzata anche nel dibattito politico e mediatico, non è tecnicamente la più corretta. I sostenitori di questi prodotti preferiscono infatti parlare di carne coltivata o carne cellulare, poiché viene ottenuta a partire da cellule animali fatte moltiplicare in ambiente controllato. L’obiettivo dichiarato dai promotori della tecnologia è quello di produrre alimenti senza ricorrere all’allevamento tradizionale e alla macellazione degli animali. Proprio per questo il tema continua a dividere opinione pubblica, mondo agricolo e comunità scientifica.
Secondo Coldiretti, però, al di là del dibattito tecnologico, è fondamentale che i consumatori possano distinguere immediatamente ciò che proviene dagli allevamenti da ciò che nasce attraverso processi di coltivazione cellulare.
La riforma europea prevede inoltre una lista di denominazioni riservate che non potranno essere utilizzate nemmeno per alcuni prodotti alternativi di origine vegetale, con l’obiettivo di evitare possibili confusioni al momento dell’acquisto.
Importanti anche le novità per gli agricoltori. Il testo approvato introduce infatti l’obbligo dei contratti scritti lungo le filiere agroalimentari e il riconoscimento dei costi di produzione nella determinazione dei prezzi, strumenti pensati per contrastare le pratiche sleali e garantire una distribuzione più equa del valore.
«Si tratta di un risultato importante nella battaglia portata avanti da Coldiretti e Filiera Italia, su cui continuare ancora a lavorare per garantire chiarezza nelle etichette e consentire ai cittadini di compiere scelte di acquisto pienamente consapevoli. L’accordo rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela del lavoro agricolo e della sostenibilità economica», commenta il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada.
Sulla stessa linea il direttore Francesco Goffredo, secondo il quale il provvedimento rappresenta «una base di partenza in vista della prossima revisione dell’Ocm post 2027» e per il rafforzamento delle tutele a favore del comparto agricolo.










