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Biolè: «La ripubblicizzazione dell’acqua è una vittoria collettiva»

Da un paio di settimane il servizio idrico integrato dell’Ato4 Cuneese è affidato interamente a CoGeSi, società consortile a capitale pubblico, che subentra come gestore unico sul territorio provinciale. Un passaggio che arriva al termine di un percorso durato oltre vent’anni, segnato da battaglie politiche, iniziative popolari e dal referendum del 2011 sull’acqua pubblica. A ripercorrere le tappe di questa vicenda è Biolè, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco di Gaiola, oggi residente a Clavesana, che ha seguito il percorso fin dalle prime raccolte firme.

Riceviamo e pubblichiamo la sua lettera. 

"Gentile direttore, dopo oltre vent’anni di battaglie, ostacoli, ricorsi e resistenze, oggi, 1° ottobre 2026, il percorso di ripubblicizzazione del ciclo idrico integrato in provincia di Cuneo trova il suo compimento. Con il subentro effettivo di CoGeSi, società consortile interamente a capitale pubblico, come gestore unico del servizio idrico sull’intero territorio dell’Ato4 Cuneese, si chiude una pagina lunga e difficile e se ne apre una nuova, finalmente coerente con la volontà popolare. Non è stato un risultato di pochi. È stato il frutto di una battaglia collettiva, portata avanti con tenacia dal Comitato popolare cuneese per l’Acqua Bene Comune, da migliaia di cittadini, da amministratori coerenti e da un tessuto associativo che non ha mai smesso di battere sulla stessa porta. Fin dal 2005, con la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sull’acqua pubblica, passando per i due referendum del 2011 – quelli che hanno visto milioni di italiani dire con chiarezza che l’acqua non è una merce – il popolo ha indicato la strada. Quei due referendum non sono stati solo un voto: sono stati un mandato morale e politico che troppe volte è stato ignorato o diluito. Oggi quel mandato viene finalmente rispettato. Personalmente ho seguito questo percorso fin dall’inizio: dalla raccolta firme del 2005, all’attivismo referendario del 2010-2011, al lavoro in Consiglio regionale del Piemonte e poi, come sindaco di Gaiola, con iniziative tecnico-amministrative e di piazza. Ho sempre sostenuto con forza la nascita e il rafforzamento di CoGeSi come soggetto consortile pubblico in house, perché era – ed è – il modo più concreto per dare attuazione al voto popolare. Non da solo, ma insieme a tanti altri amministratori e, soprattutto, insieme a un movimento dal basso che non si è mai arreso. La forza di questa vittoria sta proprio nella sua natura collettiva. Non è il successo di un partito o di un singolo amministratore: è il risultato della caparbietà di un comitato popolare, della determinazione di chi ha raccolto firme sotto la pioggia, di chi ha riempito le piazze, di chi ha tenuto viva la memoria dei referendum anche quando sembrava tutto fermo. È la dimostrazione che la democrazia diretta, quando trova continuità e organizzazione, può ancora cambiare le cose. Oggi l’acqua della Granda torna interamente pubblica. Non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una responsabilità più grande, visto anche i rischi di siccità sempre più pressanti: tutelare i fiumi cuneesi, ammodernare le reti, fermare gli sprechi e la cementificazione, gestire bene questa risorsa essenziale, ma come un bene comune delle generazioni presenti e future. Ringrazio tutti coloro che, in questi lunghi anni, hanno tenuto dritta la barra. Il percorso è stato lungo e accidentato, ma oggi possiamo dire, con orgoglio e senza retorica: ce l’abbiamo fatta".

Fabrizio Biolè