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| Cuneese

11 settembre, 25 anni dopo: quando il ricordo diventa storia

Sono trascorsi venticinque anni. Per chi l’11 settembre 2001 era già abbastanza grande da ricordare, alcune immagini sembrano appartenere ancora al presente: il fumo sopra Manhattan, le Torri Gemelle, le persone ferme davanti ai televisori, l’incredulità di fronte a qualcosa che, fino a poche ore prima, sembrava semplicemente inconcepibile. Per milioni di giovani, invece, l’11 settembre è già storia. Ed è forse questa la novità più significativa del venticinquesimo anniversario degli attentati: il passaggio dalla memoria vissuta alla memoria da trasmettere. Il National September 11 Memorial & Museum osserva che circa 100 milioni di americani sono oggi troppo giovani per ricordare personalmente quel giorno. Una generazione intera conosce quindi l’11 settembre attraverso i racconti dei genitori, i libri, la scuola, i documentari e le immagini conservate negli archivi.

I nomi, ancora una volta

A Ground Zero, questa mattina, il rito della commemorazione mantiene volutamente una forma essenziale.I familiari delle vittime si riuniscono nella Memorial Plaza e leggono uno dopo l’altro i nomi delle 2.983 persone ricordate dal Memorial: le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e quelle dell’attentato al World Trade Center del 26 febbraio 1993. Non sono previsti comizi politici durante la tradizionale lettura dei nomi. Ci sono invece i silenzi. Quest’anno sono sette. Sei ricordano i momenti cruciali di quella mattina: gli impatti degli aerei contro le due torri, i loro crolli, l’attacco al Pentagono e la caduta del volo United Airlines 93 in Pennsylvania.Il settimo silenzio è una novità del venticinquesimo anniversario. È dedicato alle persone morte negli anni successivi a causa delle malattie e delle conseguenze sanitarie collegate all’11 settembre.È un’aggiunta che modifica, in qualche modo, anche il significato dell’anniversario. Perché ricorda che la storia dell’11 settembre non terminò quando si spensero le telecamere su Manhattan.

Le vittime venute dopo

Le polveri e i materiali dispersi dal crollo del World Trade Center hanno lasciato conseguenze che continuano a essere studiate e affrontate. Reuters riferisce che il World Trade Center Health Program, il programma federale dedicato alle persone esposte e alle patologie associate all’11 settembre, conta oltre 150 mila iscritti. Più di 9 mila persone appartenenti al programma sono morte, anche se questo dato non significa automaticamente che ogni decesso sia stato causato dall’esposizione dell’11 settembre. È proprio questa lunga eredità sanitaria che il nuovo momento di silenzio vuole riconoscere. Tra le storie raccolte da Reuters per il venticinquesimo anniversario c’è anche quella di Scott Larsen. Aveva quattro anni quando suo padre, vigile del fuoco di New York, morì nel crollo del World Trade Center. Da adulto ha scelto di diventare a sua volta pompiere. Non è un caso isolato: secondo Reuters, sono 58 i figli di vigili del fuoco morti l’11 settembre che hanno seguito professionalmente le orme dei loro genitori.

Un giorno che ha cambiato molto più di New York

L’11 settembre provocò quasi 3.000 morti e modificò profondamente gli Stati Uniti e gli equilibri internazionali. Seguirono la guerra in Afghanistan, quella in Iraq, nuove strutture dedicate alla sicurezza interna, maggiori poteri di sorveglianza e cambiamenti radicali nei controlli aeroportuali. Associated Press ricorda inoltre un’altra conseguenza che non dovrebbe essere cancellata dalla memoria di quel periodo: negli Stati Uniti gli attentati alimentarono anche diffidenza, discriminazioni e crimini d’odio nei confronti dei musulmani. Ricordare venticinque anni dopo significa dunque confrontarsi non soltanto con ciò che accadde durante quelle ore, ma anche con ciò che venne dopo.

2.977 luci per far rivivere le Torri

New York ha iniziato a ricordare il venticinquesimo anniversario già nella notte del 9 settembre, con un’immagine destinata a rimanere tra le più suggestive di queste commemorazioni. 2.977 punti luminosi (nello scatto in pagina da video Rai News https://www.facebook.com/watch/?v=1445233557521122), uno per ciascuna vittima degli attentati del 2001, si sono sollevati nel cielo sopra il porto della città. Prima una grande spirale di luce, poi, lentamente, la ricomposizione delle sagome delle Torri Gemelle. L’installazione, intitolata “2,977 Lights Over New York Harbor”, è stata progettata con il contributo di familiari delle vittime, sopravvissuti e soccorritori. Non un numero scelto per impressionare, dunque, ma l’esatto contrario: una luce per restituire individualità a ciascuna delle 2.977 vite perdute.