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Monesiglio, 50 studenti del Politecnico a caccia di idee

Dal 15 al 18 ottobre quattro giorni di sopralluoghi e progettazione in sette Comuni. Nel mirino edifici inutilizzati, ex distributori e aree lungo la provinciale 439. I cittadini potranno contribuire con proposte e suggerimenti. Come si possono trasformare edifici abbandonati, vecchi distributori di carburante e spazi inutilizzati in nuove opportunità per i paesi della Valle Bormida? A cercare possibili risposte saranno oltre 50 studenti internazionali del Politecnico di Torino, protagonisti dal 15 al 18 ottobre del workshop «Bormide. Ecologie e pratiche di un fiume», che avrà tra i suoi principali punti di riferimento Monesiglio. Per quattro giorni studenti, docenti e ricercatori esploreranno il territorio, incontreranno amministratori e abitanti e lavoreranno a nuove idee per valorizzare luoghi oggi poco utilizzati. L’attenzione si concentrerà soprattutto sulla strada provinciale 439, l’arteria di fondovalle lungo la quale si trovano edifici e aree dismesse che potrebbero assumere nuove funzioni. L’obiettivo è immaginare spazi di sosta e incontro, nuovi accessi ai percorsi naturalistici e collegamenti tra la strada, il fiume Bormida, i boschi e i centri abitati. Il lavoro interesserà sette Comuni: Camerana, Gorzegno, Levice, Mombarcaro, Monesiglio, Saliceto e Torre Bormida. Non sarà soltanto un lavoro universitario a porte chiuse. La Filanda di Monesiglio ospiterà infatti alcuni appuntamenti aperti alla popolazione. Venerdì 16 ottobre, alle 18.30, è prevista una conferenza dedicata al lavoro e alla progettazione nei territori marginali. Sabato 17 ottobre, dalle 18.30 alle 22.30, gli studenti presenteranno le prime indagini e ascolteranno osservazioni, commenti e suggerimenti di cittadini e amministratori. Domenica 18 ottobre, dalle 9.30 alle 13, il programma si concluderà con una camminata da Mombarcaro a Monesiglio, dedicata alla conoscenza del paesaggio e del rapporto con il fiume. L’iniziativa è promossa da Interfaces Lab, laboratorio della Laurea Magistrale in Architettura per la Sostenibilità del Politecnico di Torino, con il sostegno dell’Unione Montana Alta Langa e del Parco Culturale Alta Langa APS. La collaborazione tra università e territorio prosegue da quattro anni. Nelle precedenti edizioni ha coinvolto 14 Comuni, oltre 150 studenti di 34 Paesi e più di 30 realtà locali, affrontando anche i temi dello spopolamento e dello sviluppo turistico. «Le aree interne hanno bisogno di strumenti concreti per contrastare lo spopolamento e creare nuove prospettive di sviluppo», sottolinea Davide Falletto, presidente dell’Unione Montana Alta Langa. Il lavoro degli studenti, precisa, non sostituisce la progettazione delle amministrazioni, ma può offrire nuove idee e punti di vista per immaginare il futuro dei paesi.