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| Val Tanaro

Garessio: fine settimana spettacolare per Cheers

«Che spettacolo!».
È probabilmente questa la frase che più di tutte racconta ciò che è successo a Garessio lo scorso fine settimana. La quinta edizione del Cheers Music and Beer Festival ha trasformato la Pista di Pattinaggio in una grande festa, richiamando migliaia di persone e regalando al paese due serate che difficilmente verranno dimenticate.
Musica, birre per tutti i gusti, street food rigorosamente locale, stand, artigiani, giovani, famiglie, visitatori arrivati da fuori provincia e persino da altre regioni: per due giorni Garessio è tornata ad avere il respiro dei grandi appuntamenti, quelli capaci di far parlare di sé e di riportare un intero territorio al centro dell’attenzione.
Ma non è stato un successo casuale. Dietro Cheers c’è un’organizzazione ormai rodata, un service professionale, una macchina capace di gestire un pubblico numeroso e, soprattutto, una parola che gli organizzatori ripetono con orgoglio: volontariato.
Il pubblico, infatti, vede soltanto la superficie. Dietro ci sono decine e decine di volontari che lavorano prima, durante e dopo la manifestazione. Persone che montano, smontano, organizzano, accolgono, servono, puliscono, risolvono problemi e fanno funzionare ogni ingranaggio dell’evento.
Un esercito silenzioso che rende possibile tutto questo.
Ed è proprio qui che emerge forse il valore più bello di Cheers: il senso di unione. Un paese che collabora, che si mette a disposizione, che lavora insieme per costruire qualcosa di grande.
Non semplicemente un festival, ma un progetto collettivo nel quale tantissime persone riconoscono un pezzo della propria comunità.
La quinta edizione è partita venerdì 7 agosto con un appuntamento particolarmente importante: il contest dedicato a cinque band emergenti. Sul palco sono arrivati giovani musicisti non solo da Garessio, ma anche da Ceva, Torino, Verona e Genova, a testimonianza di quanto Cheers sia ormai capace di andare ben oltre i confini della Valle Tanaro.
A spuntarla sono state le giovanissime The Blazing Fires, protagoniste di una prestazione che ha conquistato il pubblico e l’attenta giuria di esperti composta da Federico Gallizio, Rupert Bottaro, Raffaella Secco, Viter Luna, Dario Bruna e Riccardo Bacci.
Un risultato che vale doppio: da una parte la vittoria di una formazione giovanissima e tutta al femminile, dall’altra la conferma che Garessio può diventare un punto d’incontro per la musica emergente, attirando artisti da territori sempre più lontani.
È esattamente questo uno degli obiettivi più importanti di un evento come Cheers: dare spazio ai giovani, creare opportunità e fare in modo che il nome di Garessio circoli anche negli ambienti musicali.
A scatenare il pubblico ci hanno poi pensato i 90Skarti, uno dei gruppi più conosciuti della Valle Tanaro, che hanno fatto divertire e ballare fino alla chiusura della serata con DJ AlbertOne.
Ma sabato sera è arrivato il momento più atteso. Dopo l’esibizione delle The Blazing Fires, la Pista di Pattinaggio si è preparata ad accogliere uno dei nomi più importanti della storia del folk rock italiano: i Modena City Ramblers.
Una band che non ha bisogno di presentazioni. Dagli anni Novanta ha portato sui palchi italiani un originale mix di folk, rock e sonorità della tradizione irlandese, accompagnandolo spesso a temi sociali e civili. Una realtà diventata negli anni un punto di riferimento della musica indipendente italiana, con un pubblico trasversale e diverse generazioni di fan.
A Garessio i Modena City Ramblers hanno trovato una pista pronta a esplodere: si è cantato, ballato e saltato per tutta la sera. La Pista di Pattinaggio non si è praticamente mai svuotata e un’onda continua di persone ha accompagnato il concerto, creando quell’atmosfera che gli organizzatori sognano quando immaginano un grande festival.
E c’è anche un dettaglio che racconta quanto Cheers sia ormai diventato importante per il territorio: i componenti dei Modena City Ramblers e il loro staff hanno soggiornato al B&B Porta Rose e alla Locanda Ponte Rosa, dove hanno anche mangiato e avuto la possibilità di scoprire i piatti della tradizione.
Gli artisti, quindi, non sono semplicemente arrivati per suonare e ripartire: hanno vissuto il paese, hanno assistito alla storica Carrera Saracina, hanno dormito e trascorso del tempo sul territorio. Un particolare che, visto da fuori, racconta molto bene il valore che può avere una manifestazione di queste dimensioni anche per la promozione di Garessio.
Dopo il concerto, la festa è continuata con DJ Pavarino, fino a tarda sera.
Ma il successo del festival non si misura soltanto con il numero delle persone presenti alla Pista di Pattinaggio, perché quando arrivano migliaia di visitatori si muove tutto il paese.
Bar, ristoranti, strutture ricettive, negozi e attività commerciali hanno beneficiato del grande afflusso di pubblico. Anche gli stand degli artigiani locali e di quelli arrivati da altre zone hanno contribuito a creare un vero e proprio villaggio della festa.
Il risultato è stato un paese vivo, pieno di persone e di energia: una boccata d’ossigeno per l’economia locale e, allo stesso tempo, una straordinaria vetrina per Garessio e per tutto il territorio.
La Garessio dei grandi eventi è tornata?
Forse è presto per dirlo, ma una cosa è difficile da negare: Garessio ha appena dimostrato di poter essere ancora protagonista.
Per chi conosce la storia del paese, l’immagine della Pista di Pattinaggio gremita ha inevitabilmente riportato alla mente gli anni d’oro, quando grandi manifestazioni e appuntamenti erano all’ordine del giorno e Garessio era una meta conosciuta e frequentata.
Questa volta, però, c’è qualcosa di nuovo: una generazione che si è rimboccata le maniche e ha deciso di costruire il proprio evento lavorando insieme. Ci sono giovani che salgono sul palco, volontari che dedicano tempo ed energie, attività commerciali che partecipano e un pubblico che arriva da lontano.
E forse è proprio qui il segreto di Cheers: non è soltanto un festival organizzato a Garessio. È un festival costruito da Garessio.
Gli organizzatori sono ancora entusiasti, quasi increduli davanti alle dimensioni raggiunte da questa quinta edizione: «Vedere Garessio così ci ha fatto letteralmente emozionare. L’idea che tutto questo sia successo nel paese del nostro cuore ci riempie di gioia e ci fa capire quanto siamo fortunati a poterlo vivere in questo modo, circondati da tutte queste persone che ci vogliono bene».
Ma la mente è già proiettata avanti.
Perché se il 2026 ha regalato un fine settimana da ricordare, adesso la domanda è inevitabile: cosa succederà l’anno prossimo?
Una cosa è certa. Per due giorni Garessio ha fatto rumore. Tanto rumore.
Ed era il rumore bellissimo di un paese che torna a vivere, a sognare e a farsi conoscere.