Festa della Donna: Priola ricorda la maestra Tarditi

PRIOLA - Ci sono storie che restano sospese nel tempo, custodite gelosamente tra i ricordi d’infanzia e piccoli oggetti di famiglia, in attesa che qualcuno dia loro una voce. Lo sapeva bene Maria Tarditi, la maestra scrittrice che con la sua penna ha saputo dare vita all'anima più autentica della valle Tanaro e non solo. Proprio nel solco di questo "debito di memoria", il Comune di Priola ha scelto una data simbolica, l'8 marzo, per rendere omaggio a questa donna straordinaria che, come dice il sindaco Laura Canavese: “ha portato lustro al nostro paese”.
L'appuntamento è per le 16 di domenica 8 marzo, in frazione Pievetta, presso la sede dell’Unione Montana. Qui, in occasione della Festa della Donna, la comunità si stringerà attorno al ricordo della maestra Tarditi insieme a Beppe Leardi, noto artigiano del legno e ideatore delle celebri "panchine degli innamorati". Insieme, presenteranno un’opera nata da un incontro fortuito ma profondo: il libro "Niente per caso".
Il volume non è una semplice biografia, ma un viaggio nel tempo. Tutto ebbe inizio quando Leardi, leggendo “Pecore matte”, libro della Tarditi, sentì il bisogno di mettere su carta le vicende della propria famiglia, quelle che suo padre Giuseppe, detto “Pinotu el Biond”, gli aveva raccontato infinite volte.
La storia di Giuseppe è quella di un’Italia che non c’è più: nato nel 1882 e cresciuto in orfanotrofio, mandato giovanissimo a servire come pastore tra i prati di Somano. Attraverso le 380 pagine del libro, scritte interamente dalla calligrafia nitida della Tarditi, rivivono gli anni della Guerra di Libia, il fango della Grande Guerra e la lotta quotidiana contro una povertà dignitosa. È il ritratto di un uomo che la vita ha messo più volte alla prova, ma che non è mai stato vinto.
“L'incontro dell'8 marzo – dice ancora il sindaco - vuole essere un tributo alla forza delle donne e alla capacità della scrittura di rendere eterni i ricordi degli "ultimi".






