È il tempo del grano saraceno

Il Corpus Domini (quest'anno domenica 7 giugno) era da sempre il momento adatto per seminare in montagna il grano saraceno. Una sentenza occitana, raccolta da Garnero, descriveva con una viva immagine la scadenza: Cante lou préire paso benedii coun lou baldaquìn l’è ouro de semenàa lou froumentin…. Il prete, veste svolazzante e paramenti giallo oro procedeva in processione sotto il baldacchino multicolore sorretto da quattro giovani in salute del borgo. Con le braccia tese, il parroco ostende il Sacramento mentre il baldacchino, mosso dal vento, è seguito da frotte di ragazzini e dal paese intero in una rumorosa, confusa e malcerta preghiera. E' questa la sequenza rituale che da sempre accompagnava il rito tardo medioevale del Corpus Domini. Rito mutevole nel calendario, come lo era la data della Pasqua, da cui il Corpus Domini dipendeva, ultima festa lunare, sessanta giorni dopo la resurrezione di Cristo. E quindi la semina del Grano Saraceno, il Froumentìn, noto anche come Fourmentìn o Granèt, era primaverile-estiva, potendo variare, con la data del Corpus Domini (60 giorni dopo Pasqua) dal 20 maggio al 24 giugno. Poi, con il suo ciclo colturale così breve (80-100 giorni) 'l froumentìn avrebbe potuto salvare dalla fame cui era esposta un' agricoltura che dal 1560 circa era esposta, come la nostra, all'eccezionale ondata secolare di “gelo” che durò fino alla metà del secolo XIX. Quest'anno il periodo così temuto delle piogge e dei geli di san Medardo è passato con pochi sconquassi, quelli delle fasce di coltivazioni colpite dalla grandine di fine maggio e inizio giugno. Anche queste giornate che seguono san Medardo e che dopo un san Barnaba sereno del 10 giugno (oggi) sembrano poter riservare al Cuneese e Monregalese ampi squarci di sereno sono dovute ad una rimonta antiticlonica che ci libera e difende dagli sfoghi perturbati che colpiranno invece in questi giorni tra Trentino e Veneto. Il caldo rimonta, specie nelle massime perché qualche spira fresca oltrepasserà le Alpi a rinfrescare di nuovo un po' le nostre notti diventate a tratti africane nel caldo maggio. Domani ancora qualche nuvola e foschie mattutine, ma già dal pomeriggio e poi per tutto venerdì, sabato e domenica sarà il sole a risplendere con massime che potranno sfiorare o localmente superare i 30 gradi. A loro volta le minime, che saranno più fresche venerdì con 13°, risaliranno fino ai 19 gradi lunedì, in una prospettiva meteo che sembra al momento garantire tempo asciutto fino ad un solstizio estivo ormai vicino.






