A san Gerardo la mietitura è ancora un azzardo

“A la san Geràrd la meisoùn a l'è 'ncou n'azard”, a san Girardo la mietitura è ancora un azzardo, recitava l'antica civiltà contadina da sempre alla ricerca di precisi paletti, di sicure scadenze per dare inizio ai lavori stagionali. La dipartita da questo mondo di San Gerardo fu il 29 maggio del 927 (o del 958, comunque sempre prima dell'anno Mille) forse nello stesso monastero di Bourg-en-Bresse fondato da questo santo, Gérard de Mâcon, da sempre legato agli inizi dei lavori estivi. Un santo borgognone che -strano a dirsi- ha dato alla fin fine origine a tanti nostri cognomi e nomi, quali Gerardo,Girardi, Gerardo, Giraldi, Girardengo e così via. Non stupitevi più di tanto, parliamo di Borgogna e ci sembra lontana. Ma nel Medioevo nulla vi era di lontano, tanto più se soltanto al di là di Alpi che anziché separare di confini legavano le terre e le popolazioni tra di loro in un'unica comunità allora sì europea. Ne parliamo perché era in questi giorni che sulle nostre colline appariva un'erba endemica, umile e diffusa, esile, costellata di ombrelle di fiorellini bianchi di fine tessitura. Era ed è ancora oggi la “Girardina, una pianticella salutare che in questi giorni, puntuale, ha ormai aperto i suoi ombrellini per dirci che ormai l'estate c'è e non tornerà indietro perché il caldo è di nuovo ritornato nel suo. Come darle torto mentre un po' a fatica cerchiamo di navigare tra l'erba che abbiamo lasciata alta dietro casa per favorire le amiche api e che oggi ci arriva al ginocchio, quasi fumigante di un flebile bianco sul verde che comincia a scurire sul prato. Come negare che anche quest'anno, anzi quest'anno come forse mai, il 29 di maggio sarà ovunque nella Granda sopra i 30° di massima e oltre i 20° di minima? Un culmine, una vetta che anzi anticiperà, volendo fare i pignoli, ad oggi mercoledì 27, con temperature canicolari previste tra Cuneo e Mondovì dai 20° di minima e i 35° di massima. Verranno battuti primati storici che risalgono alle giornate di fine maggio del 1922, del 1931 o addirittura del 1906. È l'anticiclone africano, bellezza! L'alta pressione subtropicale che da ormai una settimana è risalita via Spagna fino a noi e che sta battendo ogni precedente primato del caldo maggiolino. Un po' di nubi di calore e qualche temporale alpino saranno possibili già fin d'ora e poi, tra giovedì e venerdì, anche in pianura. Ma il caldo, soltanto temperato dagli eventi remporaleschi, continuerà a dominare la scena fino al 3 o 4 di giugno.






