Bagnasco, i prossimi impegni del Bal do Sabre

Non è solo il tintinnio delle lame che si intrecciano o il ritmo dei passi che cadenzano il tempo: il Bal do Sabre di Bagnasco è oggi un organismo vivo, capace di parlare linguaggi diversi, da quello della ricerca scientifica a quello dei grandi network mondiali. La storica danza delle spade si prepara ad un 2026 denso di impegni, con lo sguardo rivolto oltre i confini della Valle Tanaro ma il cuore ben saldo nelle radici di una comunità che non ha mai smesso di riconoscersi nel proprio rito.
Il prossimo 20 aprile l’assemblea dei soci segnerà un passaggio cruciale. Oltre ai consuntivi, sul tavolo c'è l’adesione all’Unione Folclorica Italiana (UFI). Una scelta strategica per "fare rete", come sottolinea il presidente Fabrizio Ferrando: “Appartenere ad un circuito di oltre 5.000 persone significa trasformare il folclore in una forma di globalizzazione positiva, un potente strumento di pace e dialogo tra i popoli”.
Per il Bal do Sabre ormai l’agenda è internazionale e senza sosta. Nei prossimi giorni Ferrando rappresenterà il gruppo a Birmingham, in Inghilterra, ospite della rassegna "Dancing England Rapper Tournament", consolidando il legame fraterno con gli inglesi del gruppo "Stone Monkey". Ma il viaggio non si ferma: il 1° maggio sarà tra i colori della Sardegna per la solenne processione di Sant’Efisio a Cagliari, mentre l'autunno vedrà i danzatori bagnaschesi protagonisti in Catalogna, nei pressi di Barcellona.
Tuttavia, la vera forza del Bal do Sabre sta nella sua capacità di farsi cultura universale. Lo testimonia il recente traguardo accademico del Dott. Ludovico Desideri, che ha discusso presso l'Università di Perugia una tesi di specializzazione interamente dedicata alla danza armata bagnaschese. Il lavoro, intitolato "Intrecciare le spade per annodare legami", esplora come la festa e la socialità siano il collante di una comunità intera.
Come evidenziato dal presidente Ferrando alla discussione della tesi, “Questo riconoscimento scientifico, sostenuto anche dalla Prof.ssa Laura Bonatto dell'Università di Torino, conferisce un valore nuovo al patrimonio custodito da oltre un secolo. Il Bal do Sabre dimostra così che la tradizione non è un reperto statico da museo, ma un ponte solido e dinamico capace di unire passato, ricerca e futuro”.










