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| Val Tanaro

118 Valle Tanaro, Marraccini: “Organico al 30%, la redistribuzione è l'unica via”.

Dietro la scelta di lasciare l’ambulanza della Val Tanaro senza medico nei weekend e nei festivi non c’è solo una strategia organizzativa, ma una drammatica realtà numerica. A confermarlo è il dottor Giovanni Marraccini, Direttore della Struttura Complessa 118 di Cuneo, che analizza la crisi del sistema di emergenza-urgenza con la freddezza dei dati: il servizio sta operando con meno di un terzo dei medici necessari.

Mentre i sindaci della vallata denunciano l'ennesimo impoverimento dei servizi di prossimità, con il medico spostato a Ceva proprio nei giorni di maggior afflusso turistico, la direzione tecnica rivendica la necessità di evitare che il soccorso diventi "una ruota della fortuna".

Questa l'analisi del Direttore del 118 di Cuneo sulla riorganizzazione del servizio in vallata: "Se dovessimo rispettare la DGR e coprire con un medico tutte le postazioni avremmo bisogno di un organico di 90 medici. In questo momento a Cuneo ne abbiamo 26, ovvero il 30%. Una carenza che ha reso impossibile mantenere il vecchio sistema senza rischiare che la copertura del territorio diventasse una ruota della fortuna imprevedibile.

Il territorio del Cebano e Val Tanaro è l’unica area dove non c’è stato un taglio netto ma una redistribuzione. Per ottimizzare le risorse sull’intera area, nei giorni festivi e nel week end il medico è stato posizionato a Ceva (dove prima non era presente in egual misura), mentre in questi orari Garessio resta una postazione con mezzo di soccorso avanzato ed infermiere ed ovviamente l’elisoccorso.

La scelta della riorganizzazione è stata guidata dalla distanza dai pronto soccorsi ma anche dall'intensità di utilizzo del servizio e dall’appropriato impiego delle competenze mediche ed infermieristiche. Per la stabilizzazione dei pazienti siamo andati molto avanti sulle competenze infermieristiche. Oggi, tramite la collaborazione col medico di centrale e protocolli specifici, l’infermiere è in grado di compiere le manovre opportune per la stabilizzazione del paziente in emergenza.

Stiamo facendo studi sull’auto medica che sarà il modello del futuro. L'idea è quella di mettere i medici su mezzi veloci per intervenire tempestivamente sui codici più gravi, dove la loro presenza è indispensabile”.