Strumenti di accessibilità

Skip to main content
| Val Tanaro

118 in Val Tanaro: replica della sindaca di Priola

Non si placa la tempesta sul servizio di emergenza 118 in Val Tanaro. Dopo le dichiarazioni dei vertici di Azienda Zero e della direzione del 118 di Cuneo, arriva la replica netta e senza sconti di Laura Canavese, sindaca di Priola.
Per la prima cittadina, la riorganizzazione che sposta il medico a Ceva nei festivi e nei weekend non è un passaggio obbligato, ma una precisa scelta politica che mette a rischio la sicurezza e la tenuta sociale della valle.
La sindaca accoglie con freddezza le spiegazioni dei vertici sanitari regionali: “Apprezzo, anche se manifestata a posteriori ed a seguito dell'inevitabile interessamento della stampa, la disponibilità dimostrata ad un confronto ed attendo, quindi, la fissazione di un incontro sul punto. Preso atto delle dichiarazioni dell'Assessore Riboldi (non ho mai parlato di smantellamento del 118, vorrei ben vedere) e del direttore del 118 Marracini e di Azienda Zero D'Angelo (la carenza di medici non giustifica la scelta del taglio del medico proprio da noi, si parla di scelta quindi ci sono delle alternative) continuo a ribadire l'essenzialità per noi del mantenimento del presidio di Garessio con il medico e, in caso di riorganizzazione con automedica, la richiesta è che – la medesima – venga collocata sempre a Garessio tenuto anche conto del fatto che Ceva, di giorno, ha il pronto soccorso”.
Secondo la sindaca, privare la vallata di un presidio medico proprio all’inizio dell’estate, con l’aumento del traffico e dei turisti, è una decisione "priva di buon senso" che accelera il declino dei territori montani: “La presenza del medico è essenziale in aree come la nostra, sia per la dislocazione lontana dai presidi ospedalieri sia per l'alta intensità di traffico, specie nei weekend e nei festivi, nonché per tutte le considerazioni già richiamate nella nostra delibera comunale. Il fatto poi di assumere questa scelta proprio all'esordio della stagione estiva, momento in cui ancor di più si sente la necessità di un presidio medico in valle, la trovo priva di qualsivoglia tipo di buon senso. State incentivando lo spopolamento: oltre ai giovani, il rischio così facendo è che si trasferiscano anche le persone anziane perché non si sentono più sicure. Io personalmente vivo e voglio continuare a vivere in Val Tanaro e non essere costretta ad andarmene perché poco per volta mi vengono tolti tutti i servizi”.
Canavese si sofferma sul criterio con cui verrebbero prese queste decisioni, citando il caso delle Langhe, dove la mobilitazione ha prodotto risultati diversi: “Non mi si dica che non si tratti di una scelta politica: l'importanza del peso politico dietro queste scelte è evidente, tanto che ad Alba – a fronte delle lamentele dei sindaci – la riorganizzazione è stata rivista e differita al 16 maggio con il mantenimento del medico. La vita di ognuno dovrebbe avere lo stesso valore, a prescindere dal colore politico, triste constatare il contrario”.
La posizione della sindaca di Ormea non lascia spazio ad interpretazioni: la Valle Tanaro non accetterà passivamente la "redistribuzione" delle risorse proposta dai tecnici se questa significherà un aumento del rischio per i residenti. La richiesta è ferma: se il modello del futuro è l'automedica, questa deve avere base a Garessio, per garantire tempi di intervento compatibili con la vita in una zona montana lontana dagli ospedali.