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| Monregalese

Roccaforte: scolari e gnomi nel bosco incantato di Prea

Benvenuti nel bosco degli gnomi. L’ultimo giorno di scuola non poteva riservare una sorpresa più affascinante per gli alunni della scuola primaria di Roccaforte. Arrivati a Prea, accompagnati dalle loro insegnanti, hanno seguito le indicazioni collocate qua e là, sono giunti alla piazzetta di San Giuseppe ed hanno imboccato il sentiero che li ha portati nel bosco magico, nel mondo incantato, dove gli gnomi vivono da centinaia d’anni, da quando “Primo” e sua moglie erano giunti dalle fredde terre del nord ed avevano deciso di stabilirsi nell’alta valle Ellero. Ad accogliere alunni e docenti, non potevano mancare il presidente dell’associazione “Nusech dř kyé” Beppe Basso e il pittore Fabrizio Rosso – in arte Fabry ‘l pitur” - che hanno spiegato le loro fantastiche avventure con gli gnomi ed hanno accompagnato la comitiva lungo il percorso che racconta la storia dei piccoli abitanti del bosco, attraverso immagini dipinte su pietre e massi rocciosi. Qualcuno aveva già incontrato gli gnomi a Prea? Fabry racconta la sua esperienza. «Personalmente – spiega -  non ne avevo sentito parlare e non li avevo mai visti prima… Ma un mattino, molto presto, non era ancora l’alba, mi capitò di inoltrarmi per la prima volta e per caso, in un sentiero che non conoscevo per arrivare al monte Pigna. Attraversando un bosco mi accorsi di essere osservato da mille piccoli occhietti nascosti in mezzo a ciuffi d’erba e fra immensi alberi.  All’improvviso un rumore attirò il mio sguardo. Da dietro un grande castagno sovrastante, ecco un piccolo gnomo con una lunga barba bianca che era rotolato giù fin sui miei piedi». «Così conobbi Primo, il saggio capo del villaggio che mi presentò il resto della “tribù”. Diventammo subito amici e, scoperto che ero un pittore, mi confidarono che sarebbero stati felici di essere ritratti su questo sentiero».  Il resto è facile da intuire. Fabry ne parla con Beppe Basso, che a sua volta ottiene l’autorizzazione dai proprietari dei boschi per i dipinti sulle pietre. E da cosa nasce cosa. Con l’aiuto di Gianpiero Rastello realizzano cartelli indicatori e una buca delle lettere per la corrispondenza degli gnomi e la custodia di un quaderno dove i bambini possono scrivere le loro impressioni e le emozioni che provano nel bosco fatato. Un successo oltre le previsioni, perché i visitatori aumentano di giorno in giorno e il quaderno è presto riempito di messaggi addirittura scritti in francese e in inglese. E Fabry progetta la continuazione del percorso – attualmente poco più di un chilometro – per formare un anello completo con partenza e arrivo sulla piazzetta di San Giuseppe. Una giornata piena di sorprese. Fabry è un vulcano di entusiasmo, Beppe Basso guida l’allegra compagnia aiutandosi col bastone munito di decine di campanellini per svegliare gli gnomi abituati a dormire di giorno. Davvero una bella giornata per tutti i partecipanti. Per Beppe e Fabry, per gli scolari e le docenti finalmente in vacanza, per gli gnomi che si sono divertiti un mondo ad apparire e scomparire senza lasciare tracce e, in modo particolare, per l’insegnante Franca che ha raggiunto la meritata pensione dopo tanti anni di onorato e stimato servizio.