Bassotto ucciso a Briaglia, il Dna esclude il lupo

Non è stato un lupo a uccidere il bassotto aggredito nel giardino della propria abitazione a Briaglia. A chiarirlo sono gli accertamenti coordinati dall’Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime, che hanno escluso il coinvolgimento del predatore e ricondotto l’aggressione a un cane domestico. L’episodio risale al 10 luglio. Intorno alle 18.30, secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, un cane di grossa taglia avrebbe superato la recinzione del giardino, attaccando il bassotto che si trovava all’interno del cortile per poi allontanarsi. Dopo l’aggressione, il proprietario del cane si è rivolto ai Carabinieri Forestali di Mondovì. Sul posto sono intervenuti i veterinari dell’Asl CN1 di Mondovì, che hanno richiesto il supporto tecnico del Centro di referenza regionale Grandi Carnivori, coordinato dall’Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime, attraverso la Wau, l’Unità cinofila antiveleno, in collaborazione con il sindaco di Briaglia. Il 14 luglio l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha eseguito l’esame necroscopico, individuando nell’aggressione da parte di un cane, probabilmente un molosso, la causa della morte del bassotto. Un morso, viene spiegato, con caratteristiche differenti da quelle attribuibili a un lupo. L’accertamento definitivo è arrivato con le analisi genetiche sui reperti biologici raccolti durante il sopralluogo. La metodica impiegata ha consentito di distinguere tra Canis lupus, il lupo, e Canis lupus familiaris, il cane domestico. Gli esami, conclusi il 31 luglio, hanno confermato che il materiale biologico apparteneva a un cane domestico, escludendo quindi il coinvolgimento del lupo. Conclusi gli accertamenti, l’attenzione si sposta ora sull’individuazione dell’animale responsabile. Sono in corso verifiche per accertare l’eventuale presenza di cani randagi nell’area di Briaglia e il Centro di referenza regionale Grandi Carnivori invita a segnalare eventuali avvistamenti ai Carabinieri Forestali, all’Asl e allo stesso Centro.










