Panda, sabbia e fatica: equipaggi di Farigliano e Carrù firmano l’impresa

Nel deserto, di notte, fa freddo come sul Monviso. Di giorno, invece, il termometro sale fino a 40 gradi. In mezzo ci sono pietraie, dune, fiumi asciutti che diventano trappole e chilometri di nulla. È qui che si è consumata, ancora una volta, l’epica del Panda Raid, e qui che quattro “nostri” hanno scritto una pagina da raccontare. A brillare più di tutti sono stati i fariglianesi Mauro e Andrea Spinardi, padre e figlio, capaci di chiudere addirittura al 7° posto assoluto su oltre 400 equipaggi. Un risultato straordinario, costruito giorno dopo giorno. «Siamo partiti con pioggia e percorsi cambiati - racconta Mauro -. Di notte faceva freddo, c’erano tre gradi…». Poi la rimonta: «Da 25esimi a 16esimi, poi quinti. Ogni giorno miglioravamo...».
Se Farigliano festeggia, Carrù non è da meno. All’esordio assoluto, i cognati Lorenzo Costamagna e Danilo Vazzotti hanno chiuso 35esimi, dopo una gara durissima. «È stata molto impegnativa - racconta Vazzotti - ma una bellissima esperienza». Partiti con un guasto al mezzo di supporto prima della gara, si sono adattati a tutto. E anche per loro il deserto è stato una scoperta...








