I Trelilu cantano due volte su Rai 1 l’inno della Fiera di Carrù

«Suma già tuti prunt per ‘ra fèra pì festusa, pì gustusa d’r Piemont…». Bastano le prime parole dell’inno della Fiera del Bue Grasso di Carrù per riaccendere l’entusiasmo di Peppone Calabrese. E così, dopo averli scoperti proprio a Carrù durante le riprese di Linea Verde dedicate alla Fiera del Bue Grasso 2024 (servizio poi trasmesso il 12 gennaio 2025) il popolare conduttore martedì scorso ha voluto nuovamente con sé in diretta i Trelilu, già ospiti martedì 16 luglio 2025, a Camper - Osterie d’Italia su Rai 1.
Una partecipazione tutt’altro che fugace. Nell’anteprima del programma il gruppo è comparso a sorpresa, interrompendo con la consueta ironia un gioco e intonando proprio l’inno della manifestazione carrucese. Poi, durante la trasmissione, il quartetto è tornato protagonista con alcuni dei suoi brani più amati: “Suma i Tre Lilu (che sun quatr)”, “La cavala”, “Suma tuti Frabusan”, l’inno della Fiera della Raschera di Frabosa Soprana e, naturalmente, ancora una volta quello della Fiera del Bue Grasso, definito dallo stesso Peppone “la vera hit”. Il conduttore, ormai conquistato dalla canzone, l’ha addirittura cantata insieme ai musicisti. In studio c’erano Roberto Bella, in arte “Bertu” (chitarra e voce), Pier Renzo Ponzo, “Peru” (clarinetto, ciarafi e voce), Francesco Bertone, “Franco” (contrabbasso, ciarafi e voce) e Roberto Beccaria, il “Magister Spiegazza”, voce del gruppo.
Immancabile la domanda: «Ma perché vi chiamate Trelilu se siete in quattro?». La risposta non si è fatta attendere: «Abbiamo cominciato in tre, poi siamo diventati quattro. Un po’ come i Tre Moschettieri…». Peppone ha elogiato anche il valore culturale del loro lavoro. «Siete interpreti meravigliosi del vostro territorio», ha detto. «Il modo migliore per difendere il dialetto piemontese - la replica - è raccontarlo attraverso le canzoni e le storie».










